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Asparago Badoere Igp martedì 24 settembre 2019


Asparago di Badoere Igp, un nuovo disciplinare

La domanda di asparago di Badoere Igp supera l’offerta e il marchio di indicazione geografica protetta sta per ampliarsi. Per dare una risposta alla sempre maggior richiesta di prodotto certificato, i soci del Consorzio - presieduto da Aronne Basso - hanno intrapreso un innovativo percorso di modifica del disciplinare, sempre nel rispetto della tradizione e del territorio di origine, 15 Comuni tra le province di Treviso, Venezia e Padova.

Secondo il nuovo disciplinare, infatti, non ci saranno più limiti alle varietà dei germogli di primavera coltivabili nel territorio di riferimento. Inoltre, le confezioni vendibili potranno essere miste, composte sia da asparagi verdi che da asparagi bianchi. La vera novità è però rappresentata dall’introduzione del nuovo tipo “Rustico”: anche l’asparago cosiddetto di seconda potrà fregiarsi del marchio Igp. Il germoglio in questione, infatti, è il più comune e diffuso, soprattutto nel settore della ristorazione e non ha nulla da invidiare al suo ‘fratello immacolato’, se non la forma.

Asparago Badoere Igp

Secondo le previsioni, l’adozione di queste nuove indicazioni di coltivazione faranno lievitare le quote di produzione e il valore economico delle produzioni di Badoere, che già oggi si attestano sugli 800 quintali annui per un giro d’affari complessivo pari a mezzo milione di euro.

Le modifiche al disciplinare, già approvate dalla Regione Veneto, sono state rese pubbliche in un recente incontro nell’ex chiesetta della storica Rotonda di Badoere, alla presenza di due funzionari del Mipaaf. Dal 12 settembre scorso, ci sono trenta giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni. Se non si registreranno osservazioni, l’ok del Ministero dell’Agricoltura arriverà in automatico mentre, come da prassi, l’ultima parola spetterà all’Unione europea, generalmente favorevole.

Ad oggi, il Consorzio dell’Asparago Igp di Badoere - che nel 2020 festeggerà i primi dieci anni di attività - conta 50 soci e 25 produttori: con le modifiche introdotte nel disciplinare, potranno esserci nuovi produttori in grado di potersi fregiare del marchio europeo e, di conseguenza, si aumenterà notevolmente la quantità di prodotto Igp.

"Quella dell'asparago è una coltura in crescita, richiesta dal mercato e per la quale ci sono ampi margini di incremento - ha spiegato al Gazzettino il presidente Basso - Proprio per dare una risposta alla sempre maggior richiesta di prodotto certificato, i soci del Consorzio hanno intrapreso un percorso di modifica del disciplinare che, pur rimanendo rigoroso e rispettoso della tradizione, sarà al contempo evolutivo ed innovativo".

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di Alice Magnani

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