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martedì 29 ottobre 2019


«Garantire per legge il costo di produzione»

Di professione è avvocato ma possiede, e segue, un piccolo appezzamento familiare dedicato alla coltivazione di clementine nel cuore della Piana di Sibari. “Qui ce l’hanno praticamente tutti - dice a Italiafruit News la senatrice Rosa Silvana Abate, capogruppo Pentastellato alla Commissione Agricoltura di Palazzo Madama - e in questi anni ho visto con i miei occhi come questo settore sia letteralmente crollato”.

E’ quindi anche per "esperienza diretta" che, nei giorni scorsi, ha presentato il Disegno di legge per tutelare sia la filiera agricola sia il prezzo minimo dei prodotti ortofrutticoli, con un occhio di riguardo proprio agli agrumi. Il Dl, spiega Abate, si collega al decreto emergenza che aveva istituito il cosiddetto prezzo di cittadinanza e a una precedente, analoga, disposizione in materia del 2015 “e inoltre - puntualizza - dovrà coordinarsi e armonizzarsi con la normativa europea”. Percorso appena all'inizio per un'iniziativa che raccoglie, anche nel settore, sia consensi che scetticismo. 

La senatrice calabrese parla senza mezzi termini di “comparto in forte depressione anche a causa dei mutamenti climatici: nella Piana di Sibari si producevano agrumi e soprattutto clementine dalle caratteristiche organolettiche particolarissime per le temperature che favorivano lo sviluppo di un certo tipo di frutto. Ma oggi, in una giornata di fine ottobre, sono in mezzo al campo in maniche corte: ci sono 25 gradi e questo non fa bene agli agrumi. Mentre l’anno scorso sono andate perse il 70% delle clementine. E poi c’è un mercato che deve cambiare regole: d’accordo la globalizzazione, su cui è difficile intervenire, ma c’è anche un problema di devianza di una filiera che annichilisce il produttore, soprattutto piccolo”. 



“Nel 1982, grazie alle clementine, la Piana di Sibari ha registrato un reddito pro capite tra i più alti d’Italia”, ricorda l'esponente Pentastellata. “Oggi vengono pagate 10 centesimi il chilo a fronte di un onere non inferiore a 30-35 centesimi. Ecco, con il mio Decreto vorrei contribuire a garantire almeno la copertura del costo di produzione. Perché i coltivatori non ce la fanno più e le grandi aziende stanno comprando i terreni svenduti dai piccoli. In un certo senso sta tornando il fenomeno del feudalesimo…”.

Abate è conscia dell'importanza di aggregarsi e si dice impegnata a favorire l’aggregazione: “Presenterò un emendamento per favorire l’associazionismo e stimolare la voglia di fare sistema al Sud. Ma, attenzione, le associazioni di categoria oggi non sono sufficientemente rappresentative e vicine alle piccole imprese del settore. E poi vorrei che si estendessero le assicurazioni: un problema trasversale da nord a sud”.

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