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martedì 29 ottobre 2019


«Arancia rossa, il futuro è incerto»

“Se si continua di questo passo, tra sette anni non esisterà più l’arancia rossa di Sicilia”. E' il monito di Giovanni Selvaggi, il presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, che spiega a Italiafruit News: “Le superfici dedicate alla coltivazione di questi agrumi diminuiscono anno dopo anno. Certo, cresce la qualità dei frutti, ma l'agrume è a rischio sopravvivenza e il futuro è incerto per la sua commercializzazione”.

E se si vanno ad indagare le problematiche alla base della riduzione degli agrumeti, si ritrova sicuramente il virus della Tristeza. “Sono ormai sette anni che gli agrumicoltori chiedono aiuto per combattere questo virus - rimarca Selvaggi - ma le richieste sono rimaste inascoltate sia a livello nazionale che europeo. Così come non è stato istituito nessun bando che permetta di estirpare gli agrumeti colpiti da Tristeza e investire su nuovi impianti, allo stesso modo non sono state introdotte barriere fitosanitarie che impediscano l’entrata di nuovi patogeni. E' inutile preoccuparsi delle cifre dell’export se prima non eliminiamo questi problemi e se non aumentiamo il numero dei terreni dedicati, garantendo coltivazioni per almeno 60-70 mila ettari”.

 

Passando invece alle prime battute della campagna agrumicola, Selvaggi commenta: “E' evidente che si stia verificando un ribasso nella produzione, dovuto alla diminuzione delle superfici dedicate, mentre gli agrumi si preannunciano ottimi per la qualità e la pezzatura. Le arance raccolte finora sono belle e pulite e non sono stati registrati casi di fitopatie”.

“Ad oggi stiamo riscontrando solo un ritardo nella pigmentazione a causa di un clima ancora troppo caldo. Ma questo è probabilmente un ragionamento prematuro e basterà aspettare i prossimi 30 giorni per la risoluzione del problema - conclude Selvaggi - In generale, si prospetta comunque una bella campagna”.

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