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giovedì 16 gennaio 2020


La sostenibilità ha un costo, chi lo paga?

La Marca del distributore può essere un driver di sostenibilità, perché i retailer hanno la forza di indirizzare i loro fornitori verso un cambiamento sostenibile. Il fatturato della Mdd, d'altronde, nel 2019 ha raggiunto i 10,8 miliardi di fatturato e una quota di mercato del 19,9%. E le previsioni presentate ieri nel convegno inaugurale di MarcabyBolognaFiere tenutosi a Bologna, centrato sulla presentazione del rapporto “Il contributo della Marca del Distributore alla sfida dello sviluppo sostenibile e del Paese” curato da The European House-Ambrosetti con Adm, prevede una crescita importante anche nei prossimi anni.

Adm ha voluto rimarca il passaggio da copacker a Mdd partner. "Non è solo una questione semantica, ma un segnale ben preciso verso il miglioramento delle relazioni di filiera - sottolinea il presidente Giorgio Santambrogio - Vogliamo valorizzare la partnership con chi produce i nostri prodotti a marca e indirizzare verso una visione sostenibile di sviluppo e consumo".



Ma quali sono i requisiti rilevanti nella scelta di un'azienda Mdd partner per i gruppi della distribuzione? Al primo posto c'è l'attenzione nell'utilizzo di sostanze chimiche, poi garanzia di tracciabilità della filiera, garanzia 100% Made in Italy, tutela del benessere animale e riduzione o utilizzo di imballaggi riciclabili.

Un messaggio importante per i produttori ortofrutticoli, visto che la quota di mercato del fresco della Mdd cresce: dal 24,9% del 2018 al 26,4% dello scorso anno; con categorie come la frutta di IV gamma che registra un fatturato in crescita del 22,9% (primo semestre 2019 vs primo semestre 2018), le verdure di IV gamma del 19,9% e la frutta secca del 15,4%.

Adm, in collaborazione con The European House - Ambrosetti, ha sviluppato la definizione di sviluppo sostenibile per la Marca del distributore.
"La Marca del distributore vuole indirizzare una visione sostenibile di sviluppo e consumo del Paese. Per ottenere prodotti di qualità a prezzi competitivi, la distribuzione instaura con i fornitori della Marca del distributore rapporti di lunga durata, basati sulla valorizzazione delle rispettive competenze. Ciò consente di avere condizioni certe nel tempo per potersi sviluppare e fare investimenti in logica di sostenibilità, generando in questo modo una filiera responsabile. I prodotti a Marca del distributore realizzati sempre più secondo criteri di tutela ambientale, economia circolare, rispetto delle condizioni di lavoro e benessere animale, offrono una risposta concreta alla crescente richiesta di sostenibilità delle famiglie e un'opportunità per un consumo consapevole. E' un circolo virtuoso che parte da una sostenibilità economica che alimenta e genera sostenibilità ambientale e sociale nei prodotti e nelle aziende che a loro volta creano nuovo benessere economico e fiducia nei clienti, in una spirale positiva dove tutti ne hanno beneficio"

Il convegno si è chiuso con un confronto sulla sostenibilità tra Marco Pedroni (presidente Coop Italia), Francesco Pugliese (ad Conad) e Maniele Tasca (direttore generale Selex Gruppo Commerciale).

"La sostenibilità non può essere una scelta soltando commerciale: deve essere nel Dna dell'organizzazione per essere vincente, solo così si possono prendere decisioni in anticipo rispetto a quello che chiedono le persone, solo così possiamo trascinare il settore verso il cambiamento", dice Pedroni.

Un cambiamento che va colto studiando il consumatore, "molto orientato al proprio benessere, alla propria persona e all'ambiente - ribadisce Tasca - Dobbiamo lavorare sulla digitalizzazione del consumatore, sulla gestione del suo tempo, dovremo riorientare la shopping experience dei negozi. Più in generale si sta alzando la barra delle aspettative, si stanno accantonando vecchi fondamentali per inserirne dei nuovi, tra cui la sostenibilità: oggi è un trend, domani sarà un prerequisito. La filiera della Mdd ha l'opportunità di essere leader in questo processo".

Ma, come evidenzia Pedroni, bisogna tenere in considerazione la "profittabilità economica di essere sostenibili. I modelli sostenibili costano di più, bisogna che quel costo possa essere trasmesso come valore alle persone, altrimenti è una battaglia durissima".

Ecco perché, come ricorda Pugliese, "La sostenibilità è una scelta strategica per il posizionamento del brand: deve diventare una regola, una pratica quotidiana nei confronti del partner Mdd, che ti deve fornire con quel tipo di regola. Per ottenere miglioramenti strutturali nei conti economici, infine, c'è bisogno di instaurare rapporti che non possono essere improntati come una promozione del momento, ma devono essere percorsi di lungo periodo, che possono dare garanzie non solo nel prezzo ma nel rapporto".

"Il costo della sostenibilità sarà un tema determinante nei prossimi cinque anni - ancora Tasca - C'è una domanda teorica di sostenibilità, ma perché diventi pratica bisogna capire quanto i consumatori sono disponbiili a pagarla. E' il tema della competitività, lo stesso che abbiamo affrontato sul premium, sul biologico o sui prodotti salutistici - conclude il direttore generale di Selex - abbiamo fatto il salto di qualità quando c'è stato un differenziale di prezzo tali da farli passare dalla nicchia al mass market".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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