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giovedì 20 febbraio 2020


Da Wuhan lo «scacco» alla mosca della frutta

Arriva dalla città della Cina che ha scatenato l’epidemia del coronavirus il possibile antidoto alla mosca orientale della frutta (Batrocera dorsalis). Sulla rivista Nature Communications è stata pubblicata la ricerca coordinata da Hongyu Zhang, della Huazhong Agricultural University di Wuhan, alla quale ha collaborato l'Italia che potrebbe dare scacco matto a uno dei principali potenziali nemici della produzione ortofrutticola.

Il gruppo di ricerca ha infatti scoperto il meccanismo genetico che determina il sesso maschile nella mosca orientale. La rivelazione costituisce un'alternativa ai pesticidi, in quanto rende possibile produrre in massa maschi. La mosca, come spiega l’italiano Giuseppe Saccone dell’Univerisità di Napoli, che ha partecipato allo studio, “è un tefritide invasivo molto temuto per i danni all'agricoltura in Asia, che potrebbe colonizzare anche l'Italia”. L’insetto esce dalla frutta importata ed è stato rilevato anche a Napoli e Salerno. Per il momento, non è in grado di riprodursi nel nostro Paese.

Il meccanismo è basato su un gene speciale chiamato miRNA-1-3p: "E' un gene regolativo, che agisce mediante un piccolo frammento di informazione genetica chiamato microRNA e spegne a valle il gene che nei tefritidi e in tanti altri insetti determina il sesso femminile", spiega il ricercatore. 

"Essendo i microRNA molto piccoli - prosegue lo studioso campano - si può pensare di farne versioni sintetiche che, per le piccole dimensioni, potrebbero essere facilmente trasferite all'interno degli embrioni, una volta resi permeabili artificialmente con sostanze chimiche o reazioni elettriche". In questo modo, conclude, "si otterrebbero maschi in massa da sterilizzare con le radiazioni e introdurre nelle coltivazioni agricole da proteggere; una volta accoppiati con le femmine, sarebbero incapaci di generare progenie".


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