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giovedì 27 febbraio 2020


Patate e bulbi a ruba, ma si teme l'effetto boomerang

Patate e bulbi come aglio, scalogno e cipolla sono tra i prodotti ortofrutticoli che, in questa ultima settimana di febbraio, le catene della Gdo italiana hanno richiesto maggiormente e in maniera anomala. Una tendenza condizionata dall’accertamento dei primi due focolai di Coronavirus, in Lombardia e Veneto, e delle prime vittime che hanno portato le famiglie italiane a prendere d’assalto i supermercati per riempire le loro dispense.   

Rodolfo Di Pasquale, presidente dell’Ampp (Associazione marsicana produttori patate) di Celano (L’Aquila), legge così la situazione attuale: “Anche qui nel Fucino, nonostante nel nostro territorio non via sia alcun contagio, le persone si stanno tutte riversando a comprare nei punti vendita al dettaglio. Non si vuole uscire dalle case e quindi si decide di fare una spesa unica per diverse settimane”.  


Rodolfo Di Pasquale 

“Uno dei problemi principali del Coronavirus - evidenzia ancora Di Pasquale - è che oggi l’Italia viene vista male dai Paesi esteri. Noi come Ampp non facciamo esportazioni, ma abbiamo operai che dovevano arrivare dal Marocco proprio nei prossimi giorni. Il paese nordafricano non consente i flussi di persone da e per l’Italia, nemmeno via gomma, a causa dell’epidemia. Abbiamo lavoratori marocchini che collaborano con noi da 15 anni - conclude - e speriamo quindi che il blocco dei flussi si possa risolvere presto”.

“E’ vero. Si riscontra un incremento degli ordini", sottolinea da parte sua Raffaele Torti, responsabile commerciale della Torti di Avezzano (L’Aquila). "Bisogna però essere consapevoli che si tratta solo di un momento, dovuto all'incertezza dei consumatori, che poi passerà - prosegue - Non possiamo essere contenti se le famiglie svuotano i supermercati. Perché c’è il rischio che non si ripresentino più a comprare per 15 giorni”.  


Raffaele Torti 

In pratica: adesso le aziende pataticole lavorano tanto, ma nelle prossime settimane è probabile che si lavorerà meno. Un effetto boomerang che devono prendere in considerazione anche le imprese che commercializzano bulbi, un’altra famiglia di prodotti a lunga conservabilità che ha riscontrato un fortissima richiesta negli ultimi giorni. 

Francesco Delfanti dell’omonima azienda di Monticelli d'Ongina (Piacenza), conferma: “Il picco delle richieste lo abbiamo avuto lunedì, quando gli ordini di aglio, scalogno e cipolle sono triplicati rispetto a un classico primo giorno della settimana. Martedì, poi, sono raddoppiati".


Francesco Delfanti

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