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mercoledì 1 aprile 2020


Cimice asiatica, può iniziare la lotta con la vespa samurai

Nulla osta per la vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista alloctono della cimice asiatica (Halyomorpha halys). La Conferenza Stato-Regioni, riunitasi ieri pomeriggio in videoconferenza, ha infatti espresso parere favorevole allo schema di decreto della Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico recante “Criteri per la reintroduzione ed il ripopolamento delle specie autoctone di cui all'allegato D del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e per l'immissione di specie e popolazioni non autoctone”. 

“Il placet della Conferenza Stato-Regioni - spiega a Italiafruit News Vincenzo Lenucci, responsabile dell’Area Economica e Centro Studi di Confagricoltura - è la precondizione necessaria che consentirà ora alle varie Regioni italiane di richiedere l’avvio del programma di lotta biologica classica con la vespa samurai. Si tratta di un passo decisivo che tutto il comparto ortofrutticolo aspettava da tempo”.

“I primi lanci di vespe samurai in Italia dovrebbero avvenire in tempi relativamente brevi, considerando che il Crea-Dc ha già preparato e presentato al Servizio Fitosanitario Centrale le relazioni autorizzative su Trissolcus japonicus”, commenta Giampaolo Rubinaccio dell’organismo interprofessionale Ortofrutta Italia, sottolineando che “l’Oi non può che accogliere con grande piacere la notizia”.

“Il parere positivo della Conferenza Stato- Regioni rappresenta un passaggio importantissimo per tutti gli agricoltori delle regioni colpite dalla cimice asiatica. Una luce di speranza per il futuro”, sottolinea da parte sua Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, la più grande Organizzazione di produttori italiana. “Noi siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro personale e la nostra professionalità per dare corpo alla massima diffusione della vespa samurai, affinché essa possa trovare un equilibrio naturale nel giro di 4 o 5 anni”.



Oltre al decreto sulle specie aliene, la riunione di ieri ha autorizzato anche il provvedimento del Mipaaf sulle "Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e il contrasto alla cimice asiatica", che abbiamo presentato nei suoi contenuti proprio ieri (clicca qui per leggere l’articolo). Il Decreto, previa trasmissione alla Commissione Europea da parte del Mipaaf, consentirà l’avvio delle procedure di indennizzo dei danni agli agricoltori una volta pubblicata la delimitazione e la dichiarazione di stato di calamità nazionale. Gli 80 milioni di euro stanziati con l’ultima finanziaria saranno interamente destinati agli indennizzi dei danni del 2019. In base alla normativa europea gli indennizzi potranno scattare quando il danno supera il 30% della Produzione lorda vendibile aziendale riferita al settore vegetale. Il Ministero rimborserà fino all’80% del danno accertato. 

Intanto, buone notizie arrivano anche dall'Europa. La Commissione Europea ha deciso infatti di elargire tre tipi di aiuti da attuare immediatamente per sostenere le Op ortofrutticole di Emilia-Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Gli aiuti sono entrati in vigore ieri con applicazione retroattiva dal primo gennaio al 31 dicembre 2020

Le Op - come scrive l'Ansa - riceveranno un aiuto finanziario per i fondi di mutualizzazione che comprende anche il sostegno al capitale iniziale degli stessi fondi. Inoltre, il massimale del 4,6% sul valore della produzione commercializzata destinato a misure di prevenzione e gestione delle crisi, è aumentato dello 0,4%. Infine, su richiesta delle stesse Op, il limite dell'aiuto europeo per misure di lotta alla cimice asiatica passa dal 50% al 60%

Questi interventi sono necessari in quanto "le organizzazioni di produttori ortofrutticoli - scrive l'Esecutivo Ue - hanno dovuto sostenere simultaneamente spese ingenti per misure preventive e per le perdite dei raccolti, che hanno inciso sul valore della produzione commercializzata e quindi sull'assistenza finanziaria che in percentuale accorda loro l'Ue. Anche il loro riconoscimento ufficiale è a rischio se il valore della produzione assistita e commercializzata scende al di sotto della soglia minima legale". 

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