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venerdì 5 giugno 2020


Ortofrutta italiana, le donne alzano la voce

“L’ortofrutta italiana sta affrontando un problema di informazione sui media e i consumatori faticano a capire il significato degli straordinari prodotti che coltiviamo. Per questo motivo, pensiamo che migliorare la comunicazione del settore possa servire a riqualificarlo e a valorizzarne le peculiarità”.
Con queste parole Alessandra Ravaioli, presidente dell’associazione nazionale Le Donne Dell’Ortofrutta, ha introdotto il webinar “Comunicare la filiera dell’ortofrutta italiana con la voce delle donne” svoltosi ieri tramite un proficuo dialogo con il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, con il presidente di Areflh Simona Caselli e con testimonianze dal mondo della produzione.



L’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta, promotrice del webinar, si è soffermata sul valore delle donne nel settore che “rappresentano il 70% della forza lavoro – ha sottolineato Ravaioli - pur essendo impiegate principalmente nella selezione della qualità, mentre sono quasi del tutto assenti ai vertici decisionali. Questa mancanza rappresenta una debolezza che va affrontata subito: le donne sono parte integrante del settore, ricordiamoci che sono state le prime ad inventarsi il lavoro della semina nel periodo del nomadismo”. “E’ ora di cambiare l’alfabeto della comunicazione ortofrutticola – ha continuato – per partire con un nuovo progetto italiano, per cui chiediamo il sostegno etico del Mipaaf”.

Sostegno che arriva forte dal Ministro Teresa Bellanova, che in collegamento ha più volte sottolineato l’importanza del lavoro femminile “rivelatosi fondamentale durante l’emergenza”. 
“Altro che debolezza – ha aggiunto – le donne sono state le prime a combattere nei campi, nelle filiere delle trasformazione e della distribuzione, permettendo alle famiglie di non cambiare le proprie abitudini alimentari ed assicurando un livello di normalità mentre tutta Italia era bloccata a causa del lockdown”.
Bellanova ha continuato dicendo: “Non dobbiamo permettere che, una volta superata la fase di emergenza, tutto torni alla normalità e alla solita rappresentanza. Va trovata una modalità di lavoro diversa, puntando ad un maggior numero di donne in ortofrutta e, per farlo, bisogna far conoscere il settore. Sto già programmando un incontro della rappresentanza femminile del mondo produttivo per lanciare una campagna di comunicazione in grado di attrarre nuove competenze e professionalità all’interno del settore”.



Diverse le sollecitazioni che durante il webinar sono state presentate al ministro da parte della produttrice di melone mantovano Francesca Nadalini, a testimonianza di tutte le produttrici dell’associazione. Oltre al problema della comunicazione, si sono evidenziate anche le difficoltà rappresentate da infrastrutture scadenti, da una rappresentanza europea ancora inadeguata per l’Italia, fino all’incentivo dei percorsi di qualità per le aziende. All’ordine del giorno anche l’analisi di un sistema di produzione nazionale, adeguati controlli sull’import, nuovi obiettivi di commercializzazione dell’export, oltre alla regolarizzazione delle aziende e dei lavoratori, prezzi equi per il mercato e al miglioramento dei rapporti di filiera.



Ad offrire una visione europea degli impegni portati avanti dal settore, è stata Simona Caselli, presidente di Areflh. “Sono numerose le opportunità per il settore ortofrutticolo – ha detto – sia nelle strategie europee From Farm to Fork da realizzare entro il 2030, sia nell’ottica di un miglioramento della comunicazione del settore, che potenzi la consapevolezza dei consumatori italiani”.
E ha aggiunto: “L’educazione alimentare diventerà sempre più importante e noi di Areflh ne siamo consapevoli: a testimonianza del nostro impegno in questa direzione, i diversi progetti di comunicazione che abbiamo già sviluppato: il programma europeo ‘Frutta nelle scuole’, la pubblicazione della guida Regio’Com sulle iniziative di promozione del consumo di frutta e verdura a livello internazionale e il programma di promozione dei prodotti ortofrutticoli Dop e Igp ‘L’Europa firma i prodotti dei suoi territori’ “.

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