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martedì 16 giugno 2020


L'Accademia dell'agricoltura rielegge Cantelli Forti

Il prof Giorgio Cantelli Forti è stato rieletto per il terzo mandato consecutivo, con voto unanime degli Accademici, alla presidenza dell’Accademia Nazionale di Agricoltura per il triennio 2020-2022. 
 
“Essere riconfermato alla presidenza dell’Accademia Nazionale di Agricoltura è, senza dubbio, un grande onore e un riconoscimento del lavoro svolto. Il mio mandato – sottolinea il prof Cantelli Forti - per i prossimi tre anni, continuerà a basarsi sull’apertura dell’Accademia verso l’opinione pubblica e la società promuovendo i temi legati all’agricoltura e agli ambiti multidisciplinari ad essa connessi, come la tutela dell’ambiente, delle eccellenze agroalimentari di qualità e della promozione di corretti stili di vita. L’Accademia vuole sempre più essere un centro di conoscenza di questi temi, importanti non solo per il Paese, ma anche per la nostra salute”.
 
Il triennio si inaugura con il lancio della “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria”, una nuova pubblicazione in campo culturale e scientifico, che vuole diventare un punto di riferimento sui temi legati all’alimentazione e alla produzione agroalimentare.




 
“Questo è il primo atto dei prossimi tre anni di mandato – sostiene il Prof. Giorgio Cantelli Forti – una rivista capace di divulgare corrette informazioni per stimolare possibili riflessioni nelle scelte comportamentali, specialmente a livello alimentare e nella spesa connessa. Come Accademia vogliamo dare un servizio etico pubblicando uno strumento rigoroso nelle basi scientifiche, ma dotato di un metodo divulgativo e di un linguaggio invogliante la lettura e la riflessione. In conclusione ci auguriamo di poter offrire un agile strumento educativo e un punto fermo nella battaglia per contribuire alla maturità della Comunità e alla qualità della vita”.
 
“Sui media generalisti e nei programmi televisivi viene trasmessa l’idea che la moderna agricoltura sia inquinante e fonte di sfruttamento delle risorse ambientali e quindi passa il messaggio che è bene tornare alle vecchie pratiche antiche per assolvere alla propria missione – sottolinea il Dott. Ercole Borasio accademico e coordinatore della Rivista - Questo immaginario respinge l’innovazione, soprattutto quella biologica, con un atteggiamento spiccatamente antiscientifico. L’Accademia, con questa iniziativa editoriale si fa interprete di questa situazione ed intende promuovere una equilibrata funzione di raccordo tra Scienza e Società civile con particolare attenzione alla corretta informazione dell’opinione pubblica, cercando di coinvolgerla su temi di attualità con approfondimenti scientifici e storici. L’intento è quello di gettare qualche seme utile alla crescita culturale ricordando che l’agricoltura ha fatto costantemente ricorso all’innovazione per rispondere alle mutate esigenze dell’umanità”.
 
Il numero zero della “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria” vede i contributi del Prof. Massimo Montanari, ritenuto uno dei massimi esperti mondiali di storia dell’alimentazione, che apre la pubblicazione con “Cibo, cultura, biodiversità”, il Prof. Roberto Defez, Direttore del Laboratorio di biotecnologie microbiche dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Napoli, il quale analizza “La cultura del pane”, il Prof. Attilio Scienza che col contributo “La civiltà del vino in Europa attraverso il DNA dei suoi vitigni: il ruolo del limes” racconta la storia dei vini europei, il Prof. Riccardo Valentini, all’interno del Comitato Intergovernativo sul cambiamento climatico insignito nel 2007 del Premio Nobel per la Pace, che insieme ad Ilaria Mazzoli e Roberto Ranieri di Open Fields presentano l’innovativo progetto Treetalker in “Ascoltare gli alberi fa bene anche a noi”, il Prof. Oliviero Mordenti, del Dipartimento del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna e il Prof. Corrado Piccinetti, Responsabile Scientifico del Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano Università di Bologna, che trattano “Il mistero dell’anguilla” e infine Antonio Saltini che conclude la pubblicazione con lo scritto “I pianeti del sole al gran ballo di Satana. Note sull’agricoltura biodinamica”.
 
Fonte: Ufficio stampa Accademia Nazionale di Agricoltura


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