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mercoledì 15 luglio 2020


Ciliegia spagnola alla conquista dell'Italia

Tra le altre ciliegie, si fanno notare subito per il loro calibro ridotto e per l’assenza del peduncolo. Stiamo parlando delle Picotas del Jerte, una varietà di ciliegie riconosciuta dal marchio europeo di denominazione di origine protetta (Dop). 
Le Picotas, di cui ne esistono quattro tipi (Ambrunés, Pico Limón Negro, Pico Negro e Pico Colorado) sono infatti comprese nel logo europeo Cereza del Jerte (ciliegia del Jerte n.d.r.) insieme alla varietà di ciliegie Navalinda; gli altri tre frutti protetti dalla denominazione sono la ciliegia dell’Etna, la Kerassia Tragana Rodochoriou della Grecia e la Cereja de São Julião-Portalegre del Portogallo.



Nonostante siano ancora poco conosciute in Italia, le Picotas del Jerte sono state distribuite negli ultimi quattro anni a Milano e Torino nei supermercati di una nota catena della Gdo. Ma da cosa deriva il valore aggiunto di questa ciliegia? Lo abbiamo chiesto al Direttore tecnico del consorzio Jereza del Jerte Pilar Díaz Flores.

“La denominazione di origine protetta ‘Cereza del Jerte’ certifica dal 1996 l’alta qualità delle ciliegie e delle Picotas del Jerte, identificandole con un marchi di qualità che si possono ritrovare sulle confezioni. Mentre nella Valle del Jerte si coltivano in generale circa 104 varietà di ciliegie, di cui se ne commercializzano una trentina, la Dop protegge con il logo europeo solo quattro Picotas e la varietà di ciliegie Navalinda”.


Le ciliegie della varietà Navalinda

Fondamentale a questo punto saper distinguere tra ciliegie e Picotas: “Le prime sono varietà di ciliegie con peduncolo, le Picotas vengono invece raccolte senza peduncolo, che rimane attaccato nell’albero – dice Flores - La cavità che collega i frutti al peduncolo infatti cicatrizza, evitando l’entrata di batteri o piccoli animali. Bisogna prestare molta attenzione perché non tutte le ciliegie che si vendono senza peduncolo sono certificate: per poter riconoscere le Picotas, al momento della vendita le confezioni devono riportare il logo rosso del consiglio regolatore della denominazione di origine protetta e il logo azzurro delle Picotas”.
E aggiunge: “Le Picotas si differenziano anche per la loro dimensione, decisamente più piccola rispetto alle normali ciliegie, per la loro consistenza croccante e il colore rosso scuro. Essendo coltivati senza irrigazione artificiale,  questi frutti hanno un’ottima concentrazione di zucchero, tant’è che il loro grado Brix raggiunge anche i 24 gradi. Un’altra caratteristica delle Picotas è la loro vita utile: questi frutti possono essere conservati in frigorifero per due settimane”.



Territorio e microclima alleati per un gusto unico

Fondamentali per ottenere questi risultati sono le caratteristiche del territorio di coltivazione. Le Picotas sono prodotte solo nell’area geografica della valle del Jerte nella regione spagnola dell’Extremadura. “E’ una zona di montagna con un microclima unico – commenta il direttore tecnico – I frutti sono coltivati nella parte alta della valle in terrazzamenti delimitati da muretti di pietra, fonti di acqua cristallina e aria pura. Caratteristiche geografiche, fisiche, storiche e culturali omogenee contribuiscono alla coltivazione di queste ciliegie eccezionali”.
E specifica: “Non esistono singole coltivazioni di Picotas perché i terreni, dall’estensione media di 1,6 ettari, sono tutti a coltivazione mista con altre varietà di ciliegie e diverse produzioni come olive, prugne ed alberi di fico. Ad oggi fanno parte del consorzio 7 imprese per un totale di 3000 agricoltori e 125 mila alberi: il 60% dei produttori fa parte del consorzio e per il futuro non prevediamo aumenti significativi”.

Una campagna promozionale delle Picotas

La produzione media annuale di Picotas è di 8 mila tonnellate, mentre Picotas e ciliegie insieme raggiungono le 35.000/40.000 tonnellate. “Quest’anno però la campagna non è andata benissimo – specifica Flores – perché ad aprile, maggio e giugno abbiamo avuto condizioni climatiche sfavorevoli come tempeste, grandine e vento con considerevoli perdite quantitative ma anche qualitative. La produzione quest’anno non supera le 3 mila tonnellate e, considerato il poco prodotto, manca solo qualche giorno per terminare la raccolta”.
“In condizioni di normalità – continua – la raccolta delle Picotas va da metà giugno a fine luglio, a volte anche inizio agosto”.

Picotas nel mercato e comunicazione

Se la produzione di Picotas ricopre nella produzione regionale di ciliegie dell’Extremadura un 15-20%, la loro produzione è molto limitata nel mercato nazionale, dove rappresentano solo il 4-5% delle ciliegie spagnole.
“Il 50% delle ciliegie spagnole rimane in patria contribuendo a una totale autonomia del mercato, la situazione è diversa per le Picotas – sottolineano dal consorzio – il 70% di questi frutti viene esportato all’estero e solo il 30% rimane in Spagna, destinato in gran parte alle catene della Gdo ma anche ai mercati. Il maggior destinatario estero è il Regno Unito, a cui va più del 60% della produzione, il restante prodotto destinato all’estero finisce sui mercati di Germania, Italia e centro Europa”.

Grande attenzione è riservata alle campagne promozionali in Italia: “Negli ultimi quattro anni abbiamo promosso le Picotas in isole di degustazione nei supermercati di una nota catena distributiva a Milano e Torino: ai consumatori abbiamo voluto spiegare come, per queste ciliegie, il gusto non dipenda dal piccolo calibro e dall’assenza del peduncolo. La nostra intenzione era di continuare anche quest’anno ma, complici una produzione limitata e le problematiche derivate dal Covid, abbiamo dovuto sospendere i nostri programmi. Speriamo di riprendere già dal prossimo anno, nel frattempo abbiamo pubblicizzato il prodotto in radio e nei social media, tramite sportivi, influencer e testimonial di tutte le età”.


Prezzi, manodopera e confezionamento

Sul prezzo Flores commenta: “In Spagna le Picotas sono buone concorrenti delle ciliegie senza peduncolo ma all’estero, dove non si conosce la differenza, la concorrenza è quasi inesistente e il loro prezzo finisce per essere più basso. Nonostante le Picotas siano un prodotto certificato e di ottima qualità, in tutto il resto del mondo le ciliegie vengono valutate per il loro calibro: purtroppo finché non si assaggia il prodotto, i consumatori tendono a lasciarlo sui banchi”.

La raccolta delle Picotas

Se l’assenza di manodopera si è fatta sentire in molti settori produttivi, la raccolta delle Picotas non ne ha risentito. “La manodopera agricola in Spagna era considerata essenziale e quando la campagna è iniziata, i confini erano già stati riaperti – dice Florez – inoltre la riduzione di produzione ha richiesto molta meno manodopera rispetto agli altri anni”.
Dopo la raccolta manuale, i frutti sono accuratamente selezionati e calibrati per con appositi macchinari, fra cui spicca la tecnologia made in Italy della Cherry Vision di Unitec.
Relativamente al packaging, ogni azienda produttrice è libera di personalizzarlo, a patto che riporti il logo di certificazione e una locandina promozionale in cui è protagonista la regina di cuori di Carroll, per l’occasione trasformata nella ‘Regina delle Picotas’.

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