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lunedì 7 settembre 2020


Se il maltempo costa un milione di euro al minuto

Quattro milioni di euro di danni in meno di 5 minuti, quasi un milione al minuto: è l'eredità lasciata dalla tempesta di grandine che si è abbattuta la scorsa settimana su un piccolo comune della Pianura Veronese, Salizzole. Pochi giri della lancetta più lunga per imbiancare le strade, ai margini delle quali si sono accumulati fino a 30 centimetri di ghiaccio, e mettere ko i campi di diversi produttori locali. Molti di loro sono costretti, loro malgrado, a chiudere la stagione agricola in anticipo

Oltre a interi campi di tabacco, soia, mais, il maltempo ha devastato svariate orticole e un grande frutteto. La tempesta, come riporta il quotidiano L'Arena, ha battuto forte soprattutto sulle coltivazioni di zucchine e meloni dell'azienda agricola di Andrea De Carli: "Avrei coltivato le prime fino ad ottobre e i meloni fino a settembre, ma è andato tutto distrutto. Con il danno c'è anche la beffa, visto che con l'abbassamento delle temperature i prezzi del mercato erano nettamente in rialzo. Stando alle quotazioni attuali, la stima della perdita è di circa 90mila euro". 
                   
La furia della tempesta ha lasciato un pesante segno anche sul frutteto di Carlo De Berti: quattro ettari coltivati a mele Golden e Imperatore che non potranno più essere raccolte. "Avevo iniziato gli stacchi da qualche giorno - ha detto l'imprenditore agricolo veneto a L'Arena - ma ora non potrò più fare niente in quanto anche le mele rimaste sulle piante sono state duramente danneggiate e non valgono niente. In vita mia non avevo mai visto una tempesta del genere".

                      

Cresce intanto l'allarme per l'alternaria della pera, fungo parassita molto diffuso in Emilia Romagna che adesso si sta espandendo nel veronese e nel rodigino.  “Sono le due province - è il commento di Cia Veneto - in cui si concentra la maggior parte della produzione, estesa complessivamente su 3000 ettari: 1380 a Verona e 1000 a Rovigo. Il valore della produzione è di circa 55 milioni di euro l’anno”.

Da una prima ricognizione eseguita in questi giorni, i danni si aggirano tra il 30 e il 70% della produzione. “L’alternaria - spiega Giuliano Padovani, agricoltore rodigino - di solito ha una incidenza ridotta, attorno all’1-2%. Quest’anno, probabilmente per l’eccesso di pioggia, ha avuto uno sviluppo fuori misura: nella mia azienda raggiunge il 65-70% della produzione. Oltre ad avere un aumento dei costi di raccolta, visto che ogni per va esaminata a 360 gradi, dovremo buttare tutta questa frutta: diventa tutto scarto”. Ad essere colpita è soprattutto la qualità di pere “Abate”, una di quelle di maggiore qualità. “I ricavi - teme Padovani - non copriranno gli investimenti, le spese, l’assicurazione”.

“L'Ue - aggiunge Alessandro Garonzi, frutticoltore veronese -  ha proibito l’utilizzo di alcuni prodotti fondamentali per contrastare la maculatura bruna e l’alternaria senza indicare alternative. Con i prodotti che abbiamo non riusciamo a difendere la produzione. Siamo arrivati al punto che a novembre dovremo decidere se estirpare tutto”. 


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