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lunedì 14 settembre 2020


Prezzi finalmente buoni per le verdure

Prima dell'inizio dell’anno scolastico, il mercato dell'ortofrutta tende di solito a non essere mai particolarmente fluido poiché le famiglie devono destinare maggiori spese ai propri figli. Anche quest'anno questa tendenza non si sta smentendo. Ma non poteva certo essere altrimenti, considerando gli effetti del coronavirus sull'economia ed il lavoro.

"Quando cominciano le scuole c’è sempre un po’ di calma sul mercato. Calma che abbiamo notato anche in questa prima parte di settembre”, conferma a Italiafruit News Giovanni Zuccari, responsabile del posteggio PrimoMattino Baratella - importante azienda attiva nella produzione e nella commercializzazione di ortofrutta - presso il Centro agroalimentare all’ingrosso di Verona. 

“I genitori devono comprare libri, cartelle, astucci e tante altre cose utili per la scuola. Tutto ciò si aggiunge al fatto che molte famiglie sono da poco rientrate dalle vacanze estive, quindi in tanti casi il portafoglio non è pieno".



Per alcuni tipi di ortaggi, la situazione commerciale è però in deciso miglioramento come conseguenza delle piogge e bombe d’acqua che nelle scorse settimane hanno interessato svariate zone dell’Italia, in particolare del Nord, causando importanti perdite di produzione in campo aperto. 

“I prezzi delle verdure si sono finalmente alzati e si stanno mantenendo su buoni livelli da diversi giorni - precisa Zuccari - Qui a Verona, in particolare, le zucchine di piccola pezzatura, qualità extra, quotano attualmente a 1,8-2 euro il chilo, l’insalata gentile a 2 euro/kg, i fagiolini raccolti meccanicamente a 1,8 euro/kg, i peperoni gialli e rossi a 1,30 euro/kg, le melanzane a 1,20 euro/kg. Queste quotazioni non sono legate ad un aumento della domanda, bensì alla scarsità dell’offerta disponibile dopo il maltempo di fine agosto”.

Nel Veronese, intanto, la nuova annata del radicchio dovrebbe iniziare a breve con le raccolte più precoci. La scorsa campagna primaverile è stata una delle peggiori di sempre per effetto della chiusura dell’Horeca, dei mercati rionali e del rallentamento dell’export durante il periodo di lockdown. Ma Zuccari indica anche un’altra causa: “Continuiamo a subire la forte concorrenza sleale di aziende guidate da indiani che prendono in affitto i terreni per produrre radicchi e si propongono sul mercato a prezzi bassissimi”. Sarebbe quindi opportuno eseguire i dovuti controlli su queste realtà.

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