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giovedì 16 settembre 2021


Frutta secca, tra timori logistici e vendite che galoppano

Gli importatori italiani di frutta secca ed essiccata temono ritardi nei tempi di ricevimento della merce dell’oltremare. I primi arrivi di container con le nuove produzioni sono attesi per novembre, ma - vista l’incertezza che vive la logistica navale ormai da diversi mesi - non è detto al 100% che tutti i prodotti importati potranno arrivare nei tempi programmati. Un aspetto che genera un po’ di apprensione tra gli operatori. Perché il rischio di trovarsi senza qualche container da gestire durante il periodo pre-natalizio e natalizio, momento “clou” dei consumi, è dietro l’angolo. 

“Sul mercato mondiale si sta assistendo a un aumento generalizzato dei prezzi, dovuto sia ai maggiori costi della logistica navale sia a condizioni climatiche sfavorevoli nei luoghi di produzione”, sottolinea a Italiafruit News Matteo Di Nunzio, titolare dell’omonima azienda di San Paolo di Civitate (Foggia) attiva nei comparti della frutta secca ed essiccata, degli snack e dei legumi secchi.

“Per le noci americane, che scaricheremo a novembre, le previsioni produttive parlano di contrazioni tra il 15 ed il 17% dei volumi rispetto allo scorso anno. Questa stima ha già fatto aumentare le quotazioni del prodotto in maniera abbastanza importante”.



“Per le mandorle e i pistacchi californiani, le rese per ettaro sono buone – prosegue Di Nunzio – ma quest’anno ci sono pezzature tendenzialmente più piccole dell’annata precedente. Di conseguenza, lo scostamento di prezzo tra i calibri medio/grandi e quelli piccoli è e sarà estremamente marcato”. 

Sugli anacardi c’è invece il problema della difficoltà di reperimento, in quanto alcuni Paesi produttori del mondo stanno vivendo situazioni di lockdown a causa del Covid-19: “Gli anacardi sono un articolo che, ormai da due anni a questa parte, è entrato nell’assortimento di base della frutta secca. Il loro prezzo sta salendo moltissimo nelle ultime settimane, così come sono in crescita le quotazioni delle noci brasiliane ed argentine”.



Al di là dei rincari, le prospettive commerciali per l’ultima parte dell’anno sono comunque positive. Come spiega Di Nunzio, infatti, “le vendite stanno andando alla grande. Ad agosto abbiamo battuto il record di fatturato non solo del segmento della frutta secca, ma anche di quelli dei legumi secchi e degli snack".

"Anche settembre è partito bene e tra i vari prodotti si stanno distinguendo in positivo le noci argentine, caratterizzate da una qualità davvero eccezionale. Il mercato sembra in ottima salute e, in prospettiva – conclude l’imprenditore – siamo convinti di poter fare un bel Natale, fatto salvo eventuali imprevisti logistici”.


 
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