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lunedì 21 ottobre 2019


Mercuri: «Il Trade Act comporterà rincari e speculazioni»

“L’introduzione dei dazi imposti da Trump non provocherà solo l’aumento del prezzo finale di formaggi, salumi e altri prodotti italiani ed europei, ma potrà generare rischi di speculazioni e una serie di ricadute negative assai pericolose non solo sul mercato americano ma anche nel mercato interno per il nostro agroalimentare”. A dirlo è il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri, commentando l’entrata in vigore, a mezzanotte di oggi, delle misure decise dall’amministrazione americana.

“Solo per i formaggi, nei vari passaggi dall’esportazione fino al consumatore – spiega Mercuri - c’è il rischio che si innestino ricarichi esponenziali. Le aziende italiane che operano all’estero sono già abituate a lavorare con oscillazioni di prezzo, ma il problema è che i dazi potrebbero comportare un rincaro effettivo sul prezzo finale del prodotto ben superiore anche al 35%, soprattutto per quelle produzioni di seconda lavorazione (ad esempio grattugiato e cubetti) dove è più diffuso il fenomeno dell’Italian sounding”.

“Se dalla decisione finale di dazi il nostro Paese è uscito discretamente meglio rispetto agli altri produttori europei (Spagna, Francia e Germania molto più colpiti) – prosegue il presidente Mercuri - quello che teniamo è un’eventuale escalation mal gestita. Tra 120 giorni, infatti, secondo quanto previsto dal Trade Act, la legge americana che regola la materia, in occasione delle revisioni periodiche, lo Ustr potrebbe rivedere la percentuale dei dazi o ampliare il paniere dei prodotti. È indispensabile proseguire attraverso un’azione efficace di diplomazia economica che sia in capo alla Commissione e non ai singoli Paesi che poco potere contrattuale avrebbero nei confronti degli Stati Uniti”.

L’Alleanza Cooperative Agroalimentari sottolinea inoltre il possibile rischio di contraffazioni che si verrebbero a creare “dalle triangolazioni di determinati prodotti europei soggetti a dazio che potrebbero arrivare in America passando prima per l’Italia. Servono maggiori controlli per evitare che eventuali truffe danneggino l’immagine positiva che vanta oggi il nostro Paese”.

Altro elemento che va evidenziato nello scenario che si potrebbe creare con l’introduzione dei dazi è quello che molti prodotti europei che perderanno quote di mercato in America finiranno per essere commercializzati in grandissima parte nel mercato europeo, creando da un lato un eccesso di offerta con conseguente calo dei prezzi, e dall'altro una perdita delle nostre quote di mercato a vantaggio di altri più convenienti. Per questo, l’Alleanza cooperative agroalimentari ha richiesto al Ministero degli Esteri di agire sulla Commissione Ue affinché valuti, tra le varie contromisure, anche la possibilità di un eventuale contributo per lo stoccaggio privato per ritirare dal mercato eventuali eccedenze di prodotto e scongiurare la ben nota situazione che si è venuta a creare dopo l'embargo russo”.

Alleanza cooperative agroalimentari farà inoltre leva sul governo italiano e sulla Commissione affinché venga aumentato il budget destinato alla promozione, soprattutto per il mercato statunitense dove occorrerà investire di più per rafforzare la presenza del made in Italy presso i consumatori americani.


Fonte: Alleanza Cooperative Agroalimentari


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