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mercoledì 26 febbraio 2020


Ingrosso tra luci e ombre ma pienamente operativo

L'effetto coronavirus rallenta in parte l'attività nei Centri agroalimentari e nei Mercati all'ingrosso del Nord, ma senza effetti deflagranti: "Lunedì abbiamo perso un 10% circa di vendite rispetto alla media e anche oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato più calmo di un normale martedì", sottolinea dall'Ortomercato di Milano Fausto Vasta. "Nessun crollo, ma un po' di preoccupazione c’è. Ci penalizza la chiusura dei mercati rionali nel weekend, mentre i supermercati, fortunati loro, non hanno alcuna preclusione". Imposto lo stop all'ingresso dei privati nella struttura.

"C'è timore per una possibile contrazione dei consumi", aggiunge da Brescia Oliviero Gregorelli. "Registriamo lievi flessioni delle commercializzazioni, stimabili in un 10% circa, a causa della chiusura di mense e strutture scolastiche. Speriamo duri solo una settimana. Notiamo una diminuzione anche del canale Horeca; la flessione dei clienti di alberghi, bar dei centri commerciali e ristoranti si fa sentire. Una fetta che vale un altro 10%…". “Oggi (martedì ndr) è andata meglio di lunedì”, testimonia Danilo Papetti dell’omonima azienda bresciana, che proprio lunedì aveva girato un video che mostrava il mercato senza clienti.



Situazione tranquilla al Mercato di Bergamo: la etichetta così il grossista Savino Tiraboschi. "Non ci sono particolari novità né problemi, è il classico mercato del martedì", spiegava ieri a Italiafruit News. "La quota di affari che abbiamo perso lunedì a causa del mancato svolgimento dei mercati rionali è stata compensata dalle maggiori vendite dei negozi da noi riforniti, in sensibile ascesa". E da Torino Stefano Cavaglià parla di "ritorno alla normalità, dopo un lunedì un po' anomalo".

Discorso diverso al Mercato di Padova, che esporta il 50% delle merci. Notizie provenienti dall'estero ipotizzavano il Maap in quarantena: sono state smentite. Il direttore Francesco Cera ha scritto ieri alle ditte concessionarie e ai clienti assicurando che “le contrattazioni commerciali si svolgono regolarmente, senza nessun problema per i prodotti: al mercato ci sono severi controlli agli ingressi, entrano solo operatori specializzati muniti di tessera autorizzativa d’ingresso. Sono state aumentate le normali misure di igiene nei bar e locali pubblici, ma la situazione è, ad oggi, assolutamente normale e senza problemi”. Di qui l’invito “ai nostri clienti dei Paesi esteri a operare tranquillamente, come sempre finora è stato”.
 
“Non è vero che il Governo romeno abbia bloccato i traffici con l’Italia prevedendo la quarantena per gli autisti, solo qualche privato lo fa", aggiunge Cera. "Tutto normale invece per Serbia, Bulgaria, Slovenia, Croazia e Ungheria". In aumento le vendite ai supermercati patavini, che hanno moltiplicato le richieste di ortofrutta dopo l'assalto agli scaffali delle scorse giornate. 


Cera aggiunge una considerazione: "Le aziende, le ditte che fanno esportazione hanno estremo bisogno di figure forti e credibili che diano messaggi rassicuranti in Europa e all’estero e smorzino i toni della stampa che hanno già fatto bruciare 40 miliardi di euro... Un pensiero che viene da un mercato di frontiera qual è il Maap di Padova, primo per export che, ad oggi, esporta almeno 180 milioni di euro di ortofrutta fresca verso Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Ungheria, Romania, Ucraina, Austria solo per citare i più importanti Paesi".
 
Cosa bisognerebbe fare? "Il premier o uno tra i principali ministri come Di Maio e Bellanova - commenta Cera - dovrebbero farsi intervistare mentre gustano un frutto italiano, dicendo che i prodotti sono sani e non vi è alcun rischio sanitario... Qualcuno dia all'estero messaggi positivi e rassicuranti a beneficio delle nostre esportazioni!".

Con un comunicato, infine, il Caar di Rimini ha informato cittadini e imprese che “i servizi di vendita all’ingrosso di frutta e verdura fresche proseguono senza nessun impedimento” e sottolinea “l’alto livello di controlli di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti da noi commercializzati”. 

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