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venerdì 20 dicembre 2019


«Melinda-La Trentina, l'alleanza funziona»

Fare sistema per aumentare l’efficienza, valorizzare il territorio e aprire nuove possibilità di collaborazione con altre realtà produttive regionali, anche al di fuori del comparto mela: questo l’obiettivo comune di Melinda e La Trentina che ieri, nella sede della Federazione della Cooperazione di Trento, hanno presentato in una conferenza stampa i risultati dell’accordo siglato nel 2017. Alleate nella vendita e promozione della gamma di prodotti, sotto la gestione amministrativa di Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, le due cooperative sono reduci da una stagione non certo esaltante ma nel complesso migliore rispetto alla media di mercato.

Economie di scala negli acquisti, gestione comune del mix varietale, più efficienza e chiarezza nelle strategie, ma anche più forza contrattuale: questi i punti di forza elencati da Paolo Gerevini, direttore generale di entrambi i consorzi, che ha sottolineato come il modello aperto abbia portato risultati e consenta di guardare al futuro con fiducia: “Il sistema trentino resiste molto bene, in termini di strategia internazionale e di crescita di volumi esportati - ha detto il manager - la forza dell’alleanza ci ha permesso di gestire in modo coordinato vendite e marketing in modo da valorizzare meglio il prodotto gestendolo con unica rete commerciale, oltre ad essere stata l’occasione di una ridefinizione coordinata dell’assetto varietale che risulta in questa fase l’aspetto strategico principale sulla base del quale programmare al meglio le coltivazioni del prossimo futuro. Il risultato di soddisfazione - ha aggiunto - si traduce in un liquidato superiore agli altri attori di riferimento”. 


Gerevini all'ultima Fruit Attraction. In alto la conferenza stampa di ieri a Trento

“L’annata 2018/19 non è stata delle migliori, ma le possibilità generate dalla collaborazione tra Melinda e La Trentina hanno certamente contribuito a mitigare gli effetti di una stagione molto difficile, condizionata dal record di produzione di mele in Europa”, ha detto Ennio Magnani, presidente Apot, che ha sottolineato l’importanza delle alleanze sul territorio come chiave di volta per affrontare le difficoltà oggettive del mercato melicolo. “Questo progetto va però visto anche come un’esperienza di collaborazione tra persone e territori ed i risultati ottenuti potranno contribuire ad ampliare il sistema delle alleanze. Un valore aggiunto da tenere in debita considerazione”.

Michele Odorizzi, presidente di Melinda ha spiegato che “l’accordo è frutto di un percorso condiviso con le cooperative del Consorzio, volto a ottenere una maggior sostenibilità e stabilità economica per i soci frutticoltori. Ciò anche a fronte di un quadro melicolo internazionale che vede in costante crescita le produzioni e una clientela che, soprattutto nel canale Gdo, registra sempre maggior concentrazione. Un progetto sinergico dagli interessi e obiettivi condivisi internamente alle due realtà territoriali, volto al miglioramento continuo delle proprie produzioni e alla riconoscibilità di una qualità garantita”.



“La sinergia - ha proseguito il presidente de La Trentina Rodolfo Brochetti - ci consente di avere un’organizzazione strutturata e finalizzata con manager dedicati con competenze in ogni ruolo, dal marketing alle vendite oltre a una visione condivisa e pianificata della strategia varietale.  Mettere a valore il reciproco know how permette di aprirci a nuove opportunità nel comune impegno di tutelare e promuovere la qualità della frutticoltura trentina, affrontando nuovi orizzonti ed essere così fiduciosi nel futuro”.

Con 440mila tonnellate di mele prodotte nelle Valli di Non e Sole, pari a circa il 20% della produzione media nazionale, Melinda rappresenta 4.000 aziende agricole famigliari consorziate in 16 cooperative che coltivano globalmente circa 6.700 ettari di meleti. Il Consorzio La Trentina annovera 1.000 soci, distribuiti in cinque cooperative e cinque valli trentine, con una produzione media di 60.000 tonnellate di mele per 1.300 ettari coltivati e un fatturato medio di 35 milioni di euro. Oltre alle mele, è un importante player nella coltivazione di altra frutta e ortaggi come kiwi, susine, patate e asparagi. 

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