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venerdì 28 ottobre 2011


TERNI, AL VIA L’INIZIATIVA “METTILA IN RETE” PER RIDURRE GLI SHOPPER IN ORTOFRUTTA

Ha avuto inizio ieri, a Terni, l'iniziativa Mettila in Rete promossa dall'associazione Ecologicpoint in collaborazione con l'Ipermercato E.Leclerc Conad, il patrocinio del Comune di Terni (Assessorato all'Ambiente) e della Confcommercio della provincia di Terni. Il progetto, pensato per supportare la grande distribuzione nella riduzione di imballaggi evitabili si inserisce all'interno del contesto della campagna nazionale PORTA LA SPORTA e rappresenta un primo tentativo di far entrare le buone pratiche della raccolta differenziata e dell’eco-riciclo all'interno dei centri commerciali e delle grandi catene distributive. Più nel dettaglio, il progetto prevede l'affiancamento di una soluzione riutilizzabile in rete di cotone al sacchetto monouso dei reparti ortofrutta presenti all'interno dei principali gruppi della GDO dove si concentra il 55% degli acquisti del mercato interno di ortofrutta (dati 2010). A Terni grazie alla Direzione del punto vendita E.Leclerc Conad, resasi disponibile a testare l'innovativo sistema, tutti coloro che si recheranno presso il suddetto punto vendita di Cospea potranno acquistare i prodotti del settore ortofrutta usando una retina di cotone riutilizzabile e lavabile al posto dell'usa e getta.
"Nel settore ortofrutta - ha spiegato a tal proposito il Direttore dell'Ipermercato E.Leclerc Conad di Terni, Maurizio Ciferri - è stata, infatti, posizionata una bilancia dedicata a "Mettila in rete" tarata sul peso della retina riutilizzabile e con le istruzioni necessarie per i clienti. Inoltre, le nostre hostess, unitamente alle volontarie di Ecologicpoint, saranno a disposizione dei clienti per aiutarli ad utilizzare la bilancia nel modo corretto".
"Siamo orgogliosi di essere riusciti a far partire il primo progetto pilota di eco-riciclaggio integrato alla grande distribuzione proprio nel nostro Comune di Terni - ha aggiunto in merito all'iniziativa la Presidente di Ecologicpoint, Serenella Bartolomei. Grazie alla collaborazione del Direttore Maurizio Ciferri, infatti, siamo riusciti non solo ad esportare nel nostro territorio la campagna nazionale Porta la Sporta dandole una valenza propriamente territoriale, ma anche a dare l'avvio ad una sperimentazione che, se ben compresa, potrebbe essere esportata presso molti altri centri commerciali presenti nella nostra provincia. Certo l'impegno dovrà essere considerevole - ha aggiunto la Presidente - ma in ogni caso questa sperimentazione costituirà sicuramente un precedente, un incitamento perché altre insegne della grande distribuzione organizzata ed enti locali, che devono attuare politiche di prevenzione dei rifiuti, perseguano scelte e soluzioni più radicali delle attuali e in grado di portare risultati misurabili nel breve periodo. Non dimentichiamo che la riduzione degli sprechi evitabili, come i circa 1,5 milioni di pezzi di sacchettini monouso che un punto vendita può utilizzare in un anno, apporta non solamente benefici ambientali ma anche economici. Per cambiare abitudini di consumo improntate allo spreco nei cittadini ci vuole informazione, educazione, messa a disposizione di alternative a basso impatto. L'obiettivo si raggiunge lavorando in un meccanismo di sistema che veda produttori, mondo del retail, referenti istituzionali, mondo dell'ambientalismo e campagne nazionali, come Porta la Sporta, collaborare in modo sinergico a progetti come questo che noi come Ecologicpoint sosteniamo localmente. Dello stesso avviso anche Silvia Ricci, Coordinatrice Nazionale della campagna Porta la Sporta. "Siamo molto soddisfatti - ha aggiunto la coordinatrice - che finalmente un punto vendita della grande distribuzione italiana accolga questa sfida. La tendenza generale nell'affrontare la necessità di ridurre i rifiuti da parte delle istituzioni preposte e aziende, tra cui la GDO, è quella di fare quelle azioni di riduzione che non coinvolgono il consumatore. Riducendo cioè il packaging dei prodotti o sostituendo la plastica con materiali biodegradabili. Oltre a queste, seppur importanti azioni, è indispensabile però ridurre il consumo di risorse alla fonte e comunicare questo nuovo approccio ai cittadini che devono partecipare al cambiamento. Nello specifico questo obiettivo è realizzabile solamente attraverso l'eliminazione totale del packaging con l'applicazione di modalità di somministrazione alternative come gli erogatori alla spina e/o con l'utilizzo di contenitori riutilizzabili che vengono riempiti e riportati all'infinito”. Tra chi si occupa di rifiuti circola il detto che "il migliore rifiuto è quello che non si produce”. Anche per il packaging si può dire che il miglior packaging è in primo luogo quello che non c'è (anche grazie al riutilizzo). In secondo e terzo luogo il miglior packaging è quello che assolve al suo scopo e poi si dematerializza o che viene totalmente riciclato.

Fonte: Terni in Rete


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