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venerdì 17 febbraio 2012


APPROVATO L'ACCORDO COMMERCIALE UE-MAROCCO. DELUSIONE TRA I RAPPRESENTANTI DEL MONDO AGRICOLO

Nella mattinata di ieri il Parlamento europeo ha approvato l'accordo UE-Marocco che liberalizza, in parte, il commercio di prodotti agricoli e di pesca ma ha anche adottato una risoluzione che esprime una serie di preoccupazioni legate alle possibilità di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo. Già martedì la Plenaria aveva dato il suo consenso alla partecipazione del Marocco ad alcuni programmi comunitari nel campo della competitività e dell'innovazione, dei trasporti su binario e del controllo del traffico aereo.
L'accordo commerciale con il Marocco, che ha ricevuto il via libera dal Parlamento con 369 voti a favore, 225 contrari e 31 astensioni, prevede l'aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero e rappresenta una tappa verso un accordo di libero scambio. L'accordo eliminerà immediatamente il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini (dal 33% attuale) e il 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell'UE in 10 anni (rispetto all’1% attuale).
L'accordo commerciale ha l'obiettivo di aumentare il commercio fra l'Unione e il Marocco e sostenere la transizione democratica che è iniziata in seguito alla Primavera araba. La maggioranza dei deputati afferma, infatti, che l'accordo dovrebbe aiutare a risolvere i problemi sociali, economici e di sicurezza del Paese. Il testo tuttavia prevede una serie di misure di salvaguardia, per esempio permettendo solo un aumento moderato delle quote di scambio su alcuni prodotti considerati sensibili, quali pomodori, fragole, cocomeri e aglio. Inoltre, sono previste delle quote di scambio che variano secondo la stagione per evitare distorsioni sul mercato UE e l'obbligo per i prodotti marocchini di rispettare gli standard sanitari europei.
Una minoranza significativa di deputati, fra i quali il relatore José Bové (Verdi/ALE, FR) che ha ritirato il suo nome della relazione dopo la votazione, si è opposta all'approvazione dell'accordo per gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco e per l'inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale.
In una risoluzione adottata sempre nella giornata di ieri per 398 voti a favore, 175 contrari e 50 astensioni, i deputati chiedono alla Commissione di monitorare con molta attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione. La risoluzione chiede anche una relazione di valutazione d'impatto dell'accordo sugli agricoltori europei.


Del via libera si rammarica il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro che afferma: “Purtroppo, il voto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale, che si era espressa contrariamente sull’accordo tra l’UE e il Marocco non è stato sufficiente per respingerne l’approvazione in Aula. Evidentemente la portata e le ripercussioni geopolitiche dell’accordo sono state decisive per la sua approvazione, nonostante i circa 250 voti di opposizione tra contrari e astenuti".

Secondo il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi “Ancora una volta si è utilizzata l’agricoltura come merce di scambio per risolvere questioni politiche e internazionali”. “Non si tratta di essere protezionisti – afferma Guidi – né tantomeno di essere contrari alla crescita di Paesi che vivono in condizioni di maggiori difficoltà dell’area del Mediterraneo ma accordi del genere non risolvono problemi di crescita, bensì creano situazioni di nuova povertà, danneggiando un settore come quello agricolo che sta affrontando una crisi senza precedenti. In Marocco – pone in evidenza il Presidente di Confagricoltura – il fattore principale che concorre alla formazione del prezzo dell’ortofrutta è il costo della manodopera. I salari percepiti dagli operai agricoli nordafricani sono nell’ordine di 5 euro al giorno. Inoltre, non esistono garanzie che la sicurezza alimentare sia basata su principi e procedimenti del tutto analoghi ai nostri".

“Quello votato oggi è un accordo che continua a penalizzare l’agricoltura mediterranea, l’ortofrutta in primis, e che ancora una volta risulta sbilanciato verso gli interessi delle produzioni continentali e di altri settori economici ed avrà l’effetto di aumentare le importazioni verso il nostro Paese, tra l’altro negli stessi periodi di massima produzione delle nostre produzioni ortofrutticole meridionali. È difficile pensare allo sviluppo del nostro sud se l’Europa continua a muoversi su queste direttrici”. Così il Presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini, anche a nome di Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, commenta il voto favorevole del Parlamento europeo all’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Marocco.

Dello stesso parere, e dunque profondamente contraria all'accordo votato ieri, la Cia che aggiunge: "Tra i Paesi del Maghreb il Marocco è il principale esportatore di ortofrutta fresca verso l'Unione europea. La struttura produttiva è caratterizzata da una filiera ortofrutticola che punta decisamente all'esportazione. Ha una forte specializzazione nell'export di agrumi e pomodoro. Da non dimenticare, poi, l'avvio della diversificazione produttiva a favore di fagiolini, meloni e fragole fresche e congelate, che mostrano ottime potenzialità di sviluppo''.


Fonte: EuroParl - Con i Piedi per Terra - Fedagri Confcooperative


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