eventi
INTERPOM  
Courtrai  (Belgio)
23-25 Novembre 2020

CIBUS
Parma 
4-7 Maggio 2021 
SIMPOSIO MONDIALE DELLE CAROTE
York (Regno Unito)
4-7 Ottobre 2021 

leggi tutto

venerdì 28 febbraio 2014


CONGRESSO MONDIALE DELLA BANANA, CONFRONTO SERRATO SU SUPPLY CHAIN, PREZZI, CAMBIAMENTO CLIMATICO

Nuove strategie di approvvigionamento della banana, con l'obiettivo di aumentare il valore aggiunto all'interno della filiera, grazie alla creazione di partnership fra produttore e rivenditore.
E' questo uno dei temi più importanti affrontati al V congresso internazionale della banana appena conclusosi in Costa Rica, grazie all'intervento di Leo Cruz,Tesco e Patrick Haines di Walmart. Entrando nei dettagli, Leo Cruz, Manager responsabile per l'approvvigionamento di Tesco in America, ha spiegato come la sua azienda si rifornisca direttamente dai produttori. Grazie a questa strategia è stato possibile diminuire gli scarti e ridurre i costi, garantendo una migliore economia di scala.
Patrick Haines, di Walmart, ha sottolineato l'importanza di creare forti legami con i maggiori produttori mondiali di banane, in modo da migliorare l'analisi del mercato, garantendo soddisfazione tanto per il produttore quanto per il consumatore. Tuttavia, diversi delegati hanno contestato lo scenario illustrato dai due relatori, evidenziando come i produttori di banana ricevano solo il 2% del prezzo di vendita, a fronte di un 40% del rivenditore. Questo dimostra come sia necessario una maggior equità all'interno della filiera bananicola. Cruz ha insistito che il prezzo presentato da Tesco nei suoi negozi non era legato direttamente a quello ricevuto dai produttori e che ai fornitori di banane sono stati pagati prezzi equi per quanto regolamentato.
Altro tema trattato al congresso, il cambiamento climatico sfida chiave che i produttori si trovano a dover affrontare con pesanti ripercussioni sui costi di produzione, a causa della maggiore incidenza di fitopatie come la Black Sigatoka e la malattia di Panama. Ed è in merito a questo che il Presidente di Corbana, Eduardo Gómez, ha richiamato l’attenzione dei rivenditori internazionali, esortandoli ad adottare un approccio più equilibrato nell’approvvigionamento di banane, cercando di non concentrarsi solo sul prezzo.
"Ci auguriamo che i rappresentanti dei supermercati qui presenti possano mostrarsi aperti ad uno scambio di idee", ha dichiarato. "Siamo qui riuniti per promuovere il dialogo tra di noi, per aiutare il settore ad affrontare al meglio le sfide che si troverà ad davanti", ha incalzato il DG di Corbana Jorge Sauma.  “È necessaria una collaborazione in grado di contribuire ad aumentare la competitività a livello mondiale”, ha concluso.
La sfida che ci si trova ad affrontare nel tentativo di soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita preservando al contempo le risorse naturali, è stato il tema principale  della giornata inaugurale. I delegati si sono mostrati tutti concordi nell’affermare che i cambiamenti climatici incidono fortemente sulla produzione agricola di tutto il mondo ed è dunque vitale adottare un approccio collaborativo e di condivisione delle informazioni per trovare nuovi metodi in grado di migliorare la produttività.

Pesticidi tossici nelle banane delle Antille francesi?

Tre dei cinque pesticidi utilizzati nelle piantagioni di banane delle Antille francesi presentano una "grave tossicità" per la salute umana. Lo scrive l'Istituto europeo di ricerca sui tumori legati all'ambiente (Eceri), centro di ricerca indipendente francese diretto dall'oncologo Dominique Belpomme, in un rapporto svelato dal quotidiano Le Parisien.
Più in particolare, secondo i ricercatori dell'Eceri, il propiconazolo e il difenoconazolo, due fungicidi, sarebbero "potenzialmente cancerogeni e neurotossici", in particolare a carico del fegato. Inoltre, un terzo prodotto, il Gardian, potrebbe danneggiare la fertilità e creare problemi a donne incinte e feti.
I produttori di banane, citati dallo stesso giornale, respingono però ogni accusa: le affermazioni dello studio sono "false e strumentalizzate", dice il portavoce Erid De Lucy, sottolineando che "le autorizzazioni di irrorazione vengono dallo Stato, sono ufficiali, se ci fosse rischio sanitario non ci sarebbero". Le autorità locali, dal canto loro, spiegano che ci sono una serie di studi in corso sull'impatto sulla salute delle popolazioni dei pesticidi, il cui utilizzo è stato intensificato negli ultimi sette anni per lottare contro la diffusione di un fungo parassita, la cercosporiosi nera. "Nei prossimi mesi finalizzeremo il nostro parere sui perturbatori endocrini - spiega un responsabile sanitario - Un nuovo piano d'azione contro le contaminazioni terrà conto di una strategia per lo sviluppo sostenibile nelle Antille".

Traduzione Italiafruit News
Fonte: Eurofruit - Ansa


Altri articoli che potrebbero interessarti: