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lamponi italiani puglia lunedì 21 settembre 2020


Lamponi in Puglia, storia di un successo

Una tripla sfida vinta. Quella di introdurre una nuova coltura in un territorio dove non era mai stata provata, quella di superare diverse problematiche agronomiche e di fare tutto ciò durante i difficili mesi in cui la pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova il tessuto produttivo del nostro Paese. Quando lo spirito e il fiuto imprenditoriale incontrano un'adeguata assistenza tecnica, allora si spalancano nuove opportunità e diventa possibile coltivare con successo lamponi in Puglia.

lamponi italiani puglia

Ce l'ha fatta Miss Freschezza, società di Monopoli (Bari) specializzata nelle verdure a foglia e negli ortaggi, che negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di innovazione, di cui il lampone è l'ultimo tassello. Ma per produrre lamponi in Puglia era necessario superare la sfida dell'eccesso salino e qui è entrata in gioco Biolchim, azienda con una grande esperienza nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti speciali. Una sinergia che si è rivelata vincente.

lamponi sotto serra

Ma andiamo con ordine e partiamo dall'inizio. Miss Freschezza lavora con l'olandese The Greenery, per cui sono fornitori ufficiali del barattiere, commercializzato con il brand Cumelo. "Durante un viaggio in Olanda - racconta a Italiafruit News Luciano Zaccaria, responsabile tecnico dell'azienda - ci hanno fatto visitare le loro serre tecnologiche dedicate ai piccoli frutti e ci hanno spinto a testare questa coltura. Abbiamo voluto provare e siamo partiti con una serra da 1200 metri quadri in cui abbiamo testato il lampone Majestic della Plant Science: le piante sono arrivate direttamente dall'Olanda, abbiamo scelto una coltivazione in vaso su substrato di fibra di cocco e nel dicembre scorso abbiamo effettuato il trapianto. All'inizio brancolavamo nel buio: il know-how degli olandesi non poteva essere applicato da noi, c'erano grosse problematiche per il troppo sodio nell'acqua, le piante mostravano uno stress salino... E davanti a queste problematiche abbiamo chiamato in causa Biolchim, visto che avevamo già usato il loro Redusal sulle orticole".

"Abbiamo dovuto contrastare il nemico principale del lampone e cioè l'eccessiva salinità, che stava ostacolando il normale processo di crescita tanto che i primi sintomi si erano manifestati col disseccamento dei margini fogliari - ricorda Luigi Quarta, tecnico commerciale di Biolchim in Puglia - Per ovviare a questo problema abbiamo messo a punto una strategia sinergica attraverso l'utilizzo di due biostimolanti: Nov@ e Redusal. Condividere difficoltà ed obiettivi con le aziende agricole è la base del nostro lavoro: abbiamo studiato il problema e individuato una strategia di nutrizione efficace per superare lo stress salino, la suscettibilità agli sbalzi termici e le criticità nell'allegagione. I risultati sono stati eccezionali e ora possiamo dire che coltivare lamponi in Puglia è possibile".



E' nata così una strategia articolata e cucita su misura per la produzione di lamponi in questo territorio. Oltre a Redusal e Nov@, in fertirrigazione sono stati usati anche Folicist e Protamin Cu 62; mentre per via fogliare Phosfik Cu, Evergreen Cu-Zn, Folicist, Cremalga e Nutri-Gemma B-Zn.

"Dopo una decina di giorni dai trattamenti le piante hanno iniziato a rispondere, a vegetare, e senza utilizzare agrofarmaci di sintesi - sottolinea Zaccaria - E' stata un'esperienza stimolante a livello professionale e molto interessante per l'azienda".



Il 20 marzo scorso è poi iniziata la raccolta dei primi frutti. Il lampone pugliese si può quindi inserire in una finestra di mercato precoce, confrontandosi con i primi frutti spagnoli o la produzione marocchina. "Garantivamo freschezza assoluta - aggiunge il tecnico - raccoglievamo la mattina e nel pomeriggio i nostri lamponi erano già nelle piattaforme: ai consumatori davamo la possibilità di gustare un prodotto italiano freschissimo, dal calibro importante, sembravano fragole! Erano tutti entusiasti di questo nuovo prodotto e avevamo richieste più alte di ciò che riuscivamo a produrre. A fine maggio abbiamo ultimato la raccolta e sull'onda di questa esperienza positiva abbiamo deciso di investire un altro mezzo ettaro di lamponi. La previsione è di crescere ancora di un ettaro l'anno prossimo e di avviare anche la produzione di more. Sono esperienze che devono ancora maturare, soprattutto dal punto di vista tecnico e agronomico, ma se trovi varietà che ben si adattano al clima pugliese si possono fare grandi cose: se i lamponi crescono in Marocco possono benissimo essere coltivati anche nella nostra regione. E' una bella novità, che si inserisce in una finestra commerciale interessante, da marzo ai primi di maggio, quando l'Olanda non è ancora pronta e la Spagna è agli esordi, mentre il Nord Africa è alla battute finali. E il consumatore - conclude Zaccaria - ha dimostrato di preferire un prodotto italiano".Copyright 2020 Italiafruit News


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