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venerdì 17 aprile 2015


Mestre: 6.000 euro di multa per le cassette della frutta

Seimila euro di multa per una cassetta di frutta posizionata qualche centimetro più in là del dovuto. Sembra una barzelletta e invece è solo l'ultima follia della burocrazia che continua ad impastoiare imprese e artigiani italiani.

Succede a Mestre, dove nei giorni scorsi, a un fruttivendolo che "aveva posizionato una cassetta di cinquanta centimetri oltre il consentito per tagliare fondi di carciofo sono state fatte multe a ripetizione per seimila euro" - peraltro recapitategli tutte in una volta. Parlando con il Messaggero Veneto, il responsabile veneto di Confesercenti, Maurizio Franceschi, spiega che oltre al danno c'è stata anche la beffa, dal momento che al fruttivendolo è stata anche imposta la chiusura dell'attività: " Siccome dopo una certa soglia scatta la chiusura dell'attività, come Confesercenti abbiamo chiesto per favore al Comune di non farlo chiudere il fine settimana. Risultato? Arriva il provvedimento di chiusura di giovedì, venerdì e sabato, nei giorni in cui lavora di più. Vuole dirmi che non c'è malafede?"

Franceschi cita anche il caso di un bar costretto alla chiusura di un giorno e al pagamento di una sanzione di 530 euro di multa per un errore sull'orario di chiusura: "Esiste una legge regionale - spiega il rappresentante di Confesercenti - che dice ai Comuni che, per tutta una serie di inadempienze che riguardano la normativa statale, prima di emettere una sanzione si diffidano i negozianti preventivamente. Si avverte del riscontro dell'inadempienza e si concedono cinque giorni per mettersi in regola, dopodiché si multa e si fa chiudere."

Peccato, conclude Franceschi, che il comune di Venezia, di cui Mestre è una frazione, non abbia ancora recepito questa normativa. Poco è valso rivolgersi al prefetto Zappalorto: l'amministrazione continua a multare e ad incassare. Al resto si penserà dopo.

Fonte: Il Giornale.it


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