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giovedì 13 ottobre 2016


Melone, Francescon: «La stagione più sofferta di sempre»

“E’ stata la stagione più sofferta e difficile dal punto di vista gestionale”. Bruno Francescon inquadra così la campagna del melone italiano che dopo un buon esordio ha vissuto, spiega, un momento di grossa difficoltà nel momento clou, in cui “è stato messo a dura prova il mondo della produzione”. “Tra fine luglio e agosto ci sono state 4-5 settimane consecutive molto pesanti, caratterizzate da vendite lente e prezzi sottocosto”, spiega l’imprenditore mantovano. “Il mercato si è ripreso a settembre, quanto però non c’erano più i volumi sufficienti per raddrizzare la situazione”. 

Entrando nel dettaglio e riavvolgendo il nastro, Francescon evidenzia che “a maggio la campagna del melone siciliano è andata bene per i produttori, meno per chi opera come anello di congiunzione con la distribuzione, costretto a fare i conti con listini inferiori ai costi reali anche perché la Gdo usciva a volantino con offerte a prezzi più bassi di quelli reali, a volte anche della metà”. 



Da giugno a metà luglio - prosegue - l’andamento è stato “normale”, con un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta.  Poi il periodo difficile, sostanzialmente a causa di due motivi: produttivo, per l’entrata in scena anzitempo di frutti programmati per settembre che hanno appesantito l’offerta di un 30-40%; commerciale, in virtù di consumi sotto la media, in maniera inspiegabile visto il clima propizio e un export lento, frenato dal brutto tempo del resto d’Europa;  solo verso fine agosto, con l’arrivo del caldo nei più importanti Paesi continentali, le spedizioni hanno ripreso vigore ed è calata la pressione tanto che in pochi giorni sono raddoppiati i listini, da 50-60 centesimi a più di un euro, in Italia come all’estero”.



“Nel complesso - aggiunge l’imprenditore lombardo - per Op Francescon è andata però bene, abbiamo patito un mese fiacco a fronte di sei positivi; un arco commerciale ampio reso possibile dalla nostra produzione senegalese che entra in scena a febbraio. Due, in particolare, le note positive della stagione: l’exploit del melone mantovano Igp, che ha visto quintuplicare le vendite garantendo soddisfazioni alle catene distributive, le quali hanno potuto staccarsi dalla logica dello 0,69 assicurando prezzi remunerativi anche alla produzione; e il riconoscimento del prodotto di alta gamma, certificato dai significativi volumi di meloni lisci, più distintivi, commercializzati quest'anno”.

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