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lunedì 29 ottobre 2018


Castagne, la Campania apre il tavolo sulle avversità fungine

Un passo in avanti per la crisi castanicola della Campania, principale regione di produzione con oltre il 50% dei volumi nazionali. Franco Alfieri, capo della segreteria politica del governatore Vincenzo De Luca, si è infatti impegnato per definire subito (entro la fine dell'anno) una strategia esecutiva fondata sul monitoraggio e sulla difesa delle piante. E' quanto emerso venerdì 26 ottobre durante il tavolo tecnico straordinario per la castagna, convocato dall'Amministrazione regionale a Roccamonfina, in provincia di Caserta. All'incontro hanno partecipato le organizzazioni agricole Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri, l'Organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia, delegati degli uffici pubblici nonché professori, entomologi e ricercatori universitari. 

“La castanicoltura - ha spiegato Alfieri - già indebolita dal cinipide galligeno e ora sotto attacco da parte di funghi parassiti e cidie, rappresenta un’importante fonte di reddito per tante comunità delle nostre aree interne. Approveremo, quanto prima, il regolamento regionale sui castagneti da frutto in attualità di coltura. Inoltre stiamo valutando l’opportunità di introdurre nuovi principi attivi registrati per il castagno".

Molto soddisfatto Salvatore Malerba, rappresentante della Cia e titolare dell’azienda Castagne Malerba, che ha parlato di "incontro costruttivo" in cui la Regione e le varie organizzazioni hanno condiviso la volontà di intraprendere un percorso comune per affrontare la crisi in atto. "L’Amministrazione - ha evidenziato Malerba - ha compreso la necessità di regolamentare le linee guida per la difesa biologica e integrata dei castagneti, aprendo alla possibilità di utilizzare prodotti a base di rame efficaci contro avversità fungine, cidie, balanino e cinipide".

"Quest'anno le castagne provenienti da piante non gestite con prodotti fitosanitari - ha commentato Mario Miano, rappresentante di Confagricoltura e componente del Cda dell'industria Agrimola - sono difficilmente trattabili, poiché portatrici di funghi in percentuali comprese tra il 40 e il 50%. E' dunque fondamentale la pubblicazione, da parte della Regione, di un disciplinare unico per tutti produttori”.

Per Giampaolo Rubinaccio, coordinatore frutta in guscio per Ortofrutta Italia, la filiera nazionale e i media devono fare più attenzione alle stime produttive. "Delle 28-30mila tonnellate previste che qualche rappresentate italiano ha comunicato erroneamente a fine settembre in Spagna, in occasione di Eurocasta, arriveremo si e no al 40%. Il dato ha condizionato il mercato e creato confusione tra gli operatori. Serve molta più attenzione".

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