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lunedì 7 ottobre 2019


Uva pugliese, poker di priorità

Riflettori sull’uva da tavola pugliese nella tappa di Taranto del “Grande Viaggio Insieme” di Conad, che si è sviluppato, con una serie di eventi, da giovedì 3 a sabato 5 ottobre. Nella giornata di venerdì una tavola rotonda ha approfondito il tema della filiera del frutto, protagonisti Vincenzo Cesareo, presidente e amministratore delegato di Agromed Srl Sb, Nicola Giuliano, imprenditore dell’organizzazione di produttori (Op) Giuliano Puglia Fruit, Lucia La Penna, segretaria generale Flai-Cgil della provincia di Taranto, Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Puglia, Giuseppe Savino, ideatore della startup rurale VàZapp’ e presidente dell’associazione Terra Promessa e cooperativa “Terra Terra”.



La ricerca Aaster presentata per l’occasione mette in evidenza come la filiera dell’uva dell’area tarantina abbia molte sfide davanti a sé, a partire dalla sostenibilità sociale per proseguire con la modernizzazione e l’aggregazione, passando per la ricerca. Sono questi i quattro nodi strategici per la crescita. Dalla Puglia proviene il 60% della produzione nazionale e nonostante un calo di raccolti sostanzioso (30% circa) negli ultimi dieci anni, l’area vanta tassi di resa elevati, con punte di 300 quintali per ettaro nel Tarantino. Cresce l'importanza delle varietà apirene. Il sistema organizzato sta facendo passi avanti: le Op iscritte al registro delle imprese che svolgono attività commerciali sono infatti 17 nel Barese, seguite dalle 12 di Foggia, 7 di Lecce, 5 di Taranto e 3 di Brindisi. 

Spicca, sul territorio, l’iniziativa della Camera di Commercio tarantina che sta per lanciare la piattaforma logistica Agromed per accompagnare le aziende agricole del bacino ionico, offrendo ai piccoli operatori servizi come lo stoccaggio, la refrigerazione, i servizi di certificazione e di tracciabilità, il confezionamento in IV gamma. Il tutto allo scopo di aumentare il potere di contrattazione dei piccoli nei confronti degli intermediari. Sarà un hub per il conferimento e la lavorazione per conto delle organizzazioni di produttori, ma anche un raccordo logistico con il nodo portuale di Taranto e quello aeroportuale di Grottaglie. 



La ricerca presentata venerdì ha evidenziato, ancora, che l’11,4% dell’uva da tavola che viaggia nel mondo è Made in Italy; l’Italia  è il secondo Paese esportatore dopo il Cile, davanti a Usa e Sudafrica. L’uva è il secondo prodotto ortofrutticolo più esportato dopo le mele: nel 2018 ne sono stati prodotti 1,06 milioni di tonnellate, coltivati su una superficie agricola di 46mila ettari, per un valore che oscilla tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro di euro, il 45% dei quali destinato ai mercati esteri.
 
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