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lunedì 20 luglio 2020


Vespa samurai, zero lanci al Centro-Sud

Malgrado gli sforzi del Crea-Dc per creare un piano nazionale di lotta biologica contro la cimice asiatica a “costo zero” per gli agricoltori italiani, le regioni del Centro e del Sud non hanno ancora provveduto a lanciare nell'ambiente il suo antagonista naturale: la vespa samurai

C'è da chiedersi quali siano i motivi di tale immobilismo, che a tanti addetti ai lavori non sembra del tutto appropriato visto che la presenza dell’insetto alieno è provata scientificamente nella stragrande maggioranza delle regioni centro-meridionali. 

Ci sono zone, come ad esempio Palermo, in Sicilia, dove trovare la cimice asiatica è diventato estremamente comune in pochi anni. Nell’annata 2019 gli agricoltori e le associazioni agricole hanno segnalato danni marginali in Lazio nell'areale del kiwi di Latina, nei noccioleti delle colline di Caserta e Avellino in Campania e anche a diverse colture ortofrutticole in Puglia e Sardegna


Contenitore con le piccole vespe samurai


Ritardare l'immissione in natura della vespa samurai è una scelta che oggi appare molto rischiosa, perché è ormai noto anche ai consumatori che la cimice asiatica ha una eccezionale capacità riproduttiva ed è estremamente polifaga, riuscendo ad alimentarsi di oltre 300 specie vegetali. In queste settimane, quindi, tanti operatori del Centro e Sud Italia non hanno mandato giù la decisione delle Regioni e dei rispettivi Servizi fitosanitari di non essersi mossi per effettuare i lanci fin dall'inizio dell'estate, così come è avvenuto nei territori più colpiti del Nord Italia.  

“Quando abbiamo incontrato la Regione Lazio, nel 2019, ci era stato detto che le immissioni di vespe samurai dovevano essere prima autorizzate dal ministero dell’Ambiente. L’autorizzazione ufficiale è arrivata in primavera, ma ancora non si è fatto niente”, denuncia a Italiafruit News Giammatteo Stefano, presidente dell’Associazione produttori agricoli del Lazio (Aspal) che conta più di 500 imprese associate.

“Evidentemente in Regione stanno dormendo anche su questo nuovo problema fitosanitario che si va ad aggiungere a quello, gravissimo, della morìa del kiwi che abbiamo segnalato più e più volte e che mette a serio rischio l’economia dell’Agro Pontino e dei Castelli Romani - conclude Stefano - Negligenza e menefreghismo sono i mali della politica di tutti i livelli. Per quanto riguarda la cimice asiatica, probabilmente, s’intende intervenire solo dopo che i danni diventeranno irreparabili”. Una cosa poco sensata: prevenire è sempre meglio che curare.

Nelle foto: vespe samurai lanciate a Cesena, in Emilia-Romagna, a metà giugno.

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