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giovedì 18 novembre 2021


Sicilia, ortaggi e agrumi senza scampo

Fascia trasformata siciliana martoriata dal maltempo: per gli ortaggi di una delle aree più vocate del Paese e d'Europa si preannuncia un bilancio pesante. Oltretutto all'inizio della "nuova campagna" produttiva. Nella zona orientale, danni pesanti sono stati subiti anche dalle coltivazioni del limone Igp. Stessa sorte alle colture tra Siracusa e Ragusa dove continuano le grandinate e le trombe d’aria. Sommerse dall’acqua anche le ortive in pieno campo nella zona di Noto e Rosolini. Preoccupano i fiumi Tellaro e Anapo, ora sopra il livello di guardia. Qui, fa sapere la Cia provinciale di Siracusa si lavora alla stima dei danni su migliaia di ettari. Oltre agli agrumeti, letteralmente distrutti campi di finocchi e insalata. 


Serre colpite dalla grandine, sotto una foto scattata ieri al Mercato di Vittoria

Nelle scorse ore si sono contate almeno una dozzina di trombe d'aria e di mare con grandine allagamenti ed esondazioni a causa delle forti piogge che hanno bersagliato l’entroterra agrigentino e Sciacca, città già devastata dal maltempo della scorsa settimana. Gravi conseguenze anche a Ragusa (la tromba d'aria ha investito le contrade di Trebalate, Serrameta, Sant' Elena e Bosco), Licata, oltre che a Comiso e Vittoria, dove sono finiti nel "mirino" delle intemperie i rispettivi mercati ortofrutticoli.



II dato eccezionale riguarda il numero di vortici tra tornado che hanno toccato terra e trombe marine, ben 10 nella giornata di martedì 16 e altre due nella giornata di mercoledì 17, per un totale, appunto, di 12. E' stata chiusa la strada provinciale, 7 che da Comiso porta a Chiaramonte Gulfi dopo che il materiale di copertura è volato dai tetti di alcune botteghe ed è finito sulla strada. Al lavoro vigili del fuoco, polizia e tecnici dei comuni. 

"Un vero disastro mai vista tanta pioggia di tale intensità e violenza: tra bombe d'acqua, grandine grossa come palle da tennis e trombe d'aria siamo stati massacrati", spiegava ieri Giuseppe Zarba, presidente dei grossisti di Vittoria. "I fenomeni sono iniziati alle 19 di martedì e si sono temporaneamente attenuati solo nella tarda mattinata di mercoledì. Stiamo verificando i danni che sono ingenti: serre divelte e allagate, carciofaie distrutte. Le conseguenze saranno pesanti, per la fascia trasformata".  



Coldiretti parla di "interi raccolti di ortaggi distrutti, serre allagate e terreni sott'acqua ma anche alberi sradicati, capannoni delle stalle scoperchiati, recinzioni divelte e strade rurali impraticabili". Tra Sicilia e Sardegna, in questa settimana,  si sono verificati ben 17 eventi estremi tra nubifragi, grandinate e trombe d'aria che hanno causato purtroppo anche vittime.  "Occorre avviare immediatamente la ricognizione dei danni per delimitare le zone colpite e dichiarare lo stato di calamità naturale", chiede la confederazione nel sottolineare che "a rischio è il futuro agricolo di interi territori". 

Campi inondati e serre stravolte, migliaia di ettari di colture stagionali sott’acqua, in asfissia e attaccate dai funghi, per umidità e pioggia, semina allo stallo e produzione annacquata già per il 70%: questa, da una prima ricognizione di Cia-Agricoltori Italiani, la situazione maltempo sull’agricoltura di Sicilia e Sardegna.



Nelle regioni più colpite è alla conta dei danni tra agrumeti, carciofeti e ortive in pieno campo; per la Cia il persistere di tanti fenomeni atmosferici avversi non può risolversi con il solo e necessario ristoro dei danni, ma anche con interventi consistenti in prevenzione e cura, di corsi d’acqua e strade, investimenti in ricerca e innovazione per la lotta al dissesto idrogeologico e la salvaguardia della sicurezza nei centri abitati e nella viabilità. 

In Sicilia, già stanca per oltre 20 giorni di piogge, la situazione non accenna a placarsi: non si può raccogliere, non si può seminare. I ristori ci devono essere, dicono da Cia Sicilia Orientale ma “senza una politica seria di gestione del territorio, gli imprenditori agricoli non investiranno più in queste zone, non reimpianteranno gli agrumeti trascinati dalla piena. Prevarrà la paura di perdere tutto di nuovo”.



Anche tutta la Sardegna è sotto scacco e in allarme. A Nord, in Gallura e nel nuorese, nella zona di Siniscola precipitazioni intense e bombe d’acqua hanno colpito interi allevamenti, danneggiato strade e distrutti erbai. Carciofi allagati nell’oristanese e allevamenti in difficoltà tra Sarrabus-Gerrei. A Sud, tra Capoterra e Pula, ma anche nel Sulcis, segnate dal forte vento e dalla pioggia intensa, serre, frutteti e campi di verdure. In queste ore, avverte Cia Sardegna, sotto particolare stress sono Cagliari e le zone limitrofe. “Servono stime e ristori immediati -dice Cia Sardegna- senza perdersi in iter burocratici”.

L’emergenza maltempo si muove a macchia di leopardo tanto che ieri era in valutazione l’allerta gialla su alcuni settori di Marche, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

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