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lunedì 17 febbraio 2020


Si fa presto a dire sostenibilità

Siamo proprio sicuri di aver compreso il significato della parola sostenibilità per i consumatori? Che vi sia grande attenzione al tema è un fatto ma sapere come trasformarlo in valore per le nostre imprese e i nostri prodotti è tutt’altra cosa e, da quanto possiamo osservare, non pare affatto semplice. Per ora le azioni tattiche di trasformare qualche imballaggio in chiave sostenibile e di adattare qualche processo produttivo nella logica dell’agricoltura circolare hanno sicuramente incrementato i costi di produzione ma, almeno a quanto ci è dato sapere, non hanno incrementato i consumi o, almeno, spostato in modo significativo quote degli stessi dai prodotti convenzionali ai prodotti sostenibili.

Solo il biologico, come prodotto di quest’area, continua a progredire; ma le sue dinamiche sono precedenti all’emergenza ambientale, hanno infatti origine diversa e, purtroppo, la crescita si sta affievolendo malgrado la forte tensione sulla sostenibilità.
Eppure, secondo le ultime ricerche, gli italiani sarebbero in testa alle classifiche europee in termini di attenzione alla sostenibilità. Questo almeno in termini di dichiarazioni di interesse o di disponibilità a spendere per prodotti sostenibili. Una situazione già di per sé sufficiente a spiegare la grande attenzione che la filiera ortofrutticola nazionale sta mostrando su questo nuovo “credo” per i consumatori nazionali, con tante iniziative avviate in chiave di sostenibilità, come prima si ricordava, spesso però gestite in ordine sparso e senza il necessario inquadramento strategico. Abbiamo partecipato negli ultimi mesi a tanti incontri e dibattiti sul tema, registrando impegni solenni a ridurre o anche eliminare questo o quel mezzo di produzione, a trasformare questo o quel processo di produzione in chiave ambientale, a ridurre o trasformare quello specifico imballaggio.

Interventi certo lodevoli ma che non colmano la mancanza di un’analisi approfondita di cosa si aspetta davvero il consumatore in tema di sostenibilità e, ancor più importante, cosa e quanto è davvero disposto a pagare per avere prodotti più sostenibili. Questo tema è cruciale per la sopravvivenza delle nostre imprese. Nella logica dell’ineludibilità degli adattamenti, stante l’evoluzione dell’atteggiamento dei consumatori, se non saremo in grado di recuperare i maggiori costi che processi e prodotti più sostenibili comporteranno al sistema, con le nostre azioni avremo ulteriormente compromesso la sostenibilità della filiera ortofrutticola anziché garantirle un miglior futuro. Sarà un errore madornale perché sin dalla sua teorizzazione moderna, nel lontano 1972 durante la Conferenza Onu sull’ambiente, la sostenibilità ha tre capisaldi: il primo è quello ambientale, il secondo è quello sociale; entrambi devono però trovare copertura nel terzo, quello economico. Se non sono soddisfatte tutte e tre le condizioni non vi è vera sostenibilità.

Sulla scorta di queste considerazioni abbiamo deciso di dedicare la monografia Think Fresh 2020 al tema del “Futuro Sostenibile” affrontando la percezione del consumatore in questo ambito con tecniche d’avanguardia messe a punto con i nostri partner del Monitor Ortofrutta: Ismea e Toluna. Lavoreremo sia a livello nazionale che su 5.000 responsabili acquisti in cinque Paesi europei e 4.000 acquirenti ortofrutta in dieci grandi metropoli degli altri quattro continenti, per un totale di 12.000 interviste e oltre 180.000 risposte. Sarà l’indagine più ampia e completa mai realizzata sulla sostenibilità legata ai prodotti ortofrutticoli.


 
Oltre a questi primati quantitativi, sul panel di 3.000 responsabili acquisti che impieghiamo per il mercato interno, il più completo ad oggi disponibile per analisi di questo tipo, lavoreremo anche con una tecnica di analisi innovativa, proponendo un vero scaffale - riprodotto virtualmente - su cui saranno posizionate diverse opzioni d’acquisto in chiave sostenibile per i prodotti ortofrutticoli più importanti, come mele e pomodori, declinate con tutti i parametri necessari per valutarne l’acquisto, come confezione, prezzo... E’ un’applicazione d’avanguardia di una tecnica d’analisi statistica, nota come analisi congiunta, che viene utilizzata per misurare in modo corretto la vera propensione all’acquisto di una tipologia di prodotto con differenti attributi, superando la scarsa affidabilità della comparazione sulla base di domande del tipo: “quanto sarebbe disposto a pagare in più per...”.


 
I primi test ci stanno fornendo indicazioni interessanti sull’effettiva complessità della tematica nel percepito del consumatore e, perciò, sull’opportunità del lavoro che stiamo realizzando. Nei prossimi due mesi potremo orientare e personalizzare la ricerca sulla base delle esigenze delle imprese che vorranno partecipare a questo lavoro per utilizzarne proficuamente i risultati.

Per maggiori informazioni su come aderire potete scaricare la brochure e il modulo di adesione a questo link (qui trovate la brochure e qui l’informativa commerciale).

I risultati saranno presentati in esclusiva alle imprese aderenti al progetto di ricerca e a un nutrito gruppo di imprese della distribuzione moderna aderenti ad Adm nel corso dell’evento “Think Fresh - la filiera s’incontra” che si terrà lunedì 4 maggio al teatro Novelli di Rimini alle ore 17.00 e che costituirà una succosa anticipazione all’apertura del Macfrut il giorno successivo. Un evento da non perdere.

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