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giovedì 23 aprile 2015


Segno unico distintivo, pasticcio all'italiana?

L’ennesimo pasticcio all’italiana? Agricolae.eu, tempestivo sito internet d’informazione, è tornato ieri sulla questione del segno unico distintivo (cliccare qui per leggere). Poche, ma significative righe: “Non è ancora finita la partita sul Segno unico distintivo: sembra che nonostante il logo della bandiera tricolore morsicata sia stato approvato dalla commissione esaminatrice a larga maggioranza, ci sia un po’ di maretta tra il ministero delle Politiche agricole e il ministero dello Sviluppo economico. Secondo qualcuno potrebbe dare l’impressione di vilipendio della bandiera. Fatto sta che a distanza di ormai quasi dieci giorni dall’ok, ancora nessuna notizia ufficiale a riguardo”.

Dopo la bocciatura delle cinque proposte del primo bando, "cassate" perché i progetti presentati non corrispondevano alle richieste, si rischia di scivolare nella farsa per il marchio che, nei desiderata del ministero delle Politiche agricole e del ministero dello Sviluppo economico, dovrebbe lanciare il made in Italy agroalimentare sugli scaffali esteri “utilizzando le eccellenze delle denominazioni Dop e Igp come volano e traino”.

La scelta del marchio, come ricorda il sito www.politx.it, non sarà l'ultimo atto: servirà altro tempo  per i finanziamenti che dovranno sostenere la sua promozione sui mercati internazionali.
Il Ministero delle Politiche agricole, dovrebbe mettere sul tavolo circa 12 milioni di euro, il Mise potrebbe aggiungere altri 18 milioni di euro. Attesi poi dai consorzi, tramite l’Associazione italiana Aicg, ulteriori 15 milioni. Un pacchetto da 45 milioni di euro che, anche in vista di Expo 2015, dovranno passare attraverso la gestione Ice.



Expo che è ormai dietro l’angolo, con il count down accompagnato da (giustificati?) timori che l’Italia collezioni una figuraccia per i tanti lavori ancora non terminati. E a proposito di loghi e immagini: l’Esposizione Universale si è affidata a una mascotte composta da undici frutti che richiamano il quadro di Giovanni Arcimboldo. Ma di frutta e verdura, a Milano, temiamo non se ne vedrà moltissima. La bandiera morsicata farà passare in secondo piano le altre recente contraddizioni legate al "made in Italy"?

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