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lunedì 12 giugno 2017


Frutta nelle scuole, le Regioni alzano la voce e mettono il Ministero spalle al muro

Frutta nelle scuole, dopo le polemiche sorte in varie zone d'Italia per la qualità dei prodotti serviti ai bambini e anche la provenienza spagnola della frutta, a farsi sentire col Governo è la Conferenza delle regioni e delle province autonome.

Dopo l'incontro con il ministero delle Politiche agricole per definire la Strategia nazionale del programma europeo per il periodo primo agosto 2017-31 luglio 2018, venerdì scorso la Conferenza ha approvato un ordine del giorno per chiedere impegni precisi al Governo, in modo da partire per tempo il prossimo anno scolastico e non incorrere nelle lamentele, sfociate anche in un'interrogazione parlamentare (clicca qui per leggere la notizia).

“Dal 2009 a oggi la realizzazione del programma Frutta nelle scuole è sempre avvenuta con fortissimi ritardi – sottolinea la Conferenza delle regioni - tant'è che per il corrente anno scolastico i prodotti ortofrutticoli sono stati distribuiti addirittura a decorrere dallo scorso mese di aprile”.

Le Regioni italiane mettono nero su bianco gli effetti di questi ritardi. “Lamentele del personale scolastico, difficoltà delle scuole ad aderire, un'immagine poco decorosa come Stato a livello europeo, il mancato rispetto della tanto auspicata stagionalità delle produzioni e problemi non indifferenti ai fornitori e distributori aggiudicatari – scrivono nel documento - che, a fronte di una serie di attività impostate su un arco temporale coincidente con l'anno scolastico, si ritrovano poi a dover svolgere le medesime attività in un intervallo di tempo molto più ristretto, con il rischio di comprometterele finalità del programma”.


Regionalizzando il bando di gara per l'affidamento della fornitura di ortofrutta, secondo la Conferenza si sarebbero potute evitare diverse criticità, ma il ministero ha preferito seguire un'altra strada. Osservazioni al bando le avevano fatte anche i principali gruppi che avevano partecipato a Frutta nelle scuole sin dalle prime edizioni, ma che quest'anno si sono tirati indietro (clicca qui per leggere). Ora, però, l'organismo di coordinamento guidato da Stefano Bonaccini (governatore dell'Emilia-Romagna) sollecita l'esecutivo e chiede che “la Strategia nazionale venga approvata con una congrua tempistica per non incorrere, anche nell'anno scolastico 2017/18, nei consueti ritardi legati alle procedure di pubblicazione del bando di gara – che potrà avvenire solo dopo l'approvazione della Strategia – alla selezione dei fornitori con la conseguente aggiudicazione e alla contrattualizzazione e all'avvio del programma distributivo. Altrimenti sarà inevitabile l'insorgere di problematiche e lamentele”.

Tra l'altro, dal prossimo anno scolastico, il programma riguarderà non solo la distribuzione di frutta e verdura, ma anche di latte prodotti lattiero-caseari. La Conferenza delle regioni chiede quindi che il nuovo programma “prenda avvio al più tardi entro il mese di ottobre, in modo che i bambini possano fruire anche dei prodotti tipicamente autunnali e per permettere alle azioni progettuali di trovare la giusta e utile applicazione nell'arco dell'interno anno scolastico”.

Anche la Rete commissioni mensa nazionale interviene sul tema e fa notare che “centralizzando in un unico progetto statale diviso in nove lotti si allontana la filiera, e a differenza di quanto avviene con la mensa scolastica, va persa qualsiasi possibilità di contatto e controllo sui criteri di scelta dei produttori”.

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