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venerdì 8 giugno 2018


Ciliegio, l'innovazione passa da Salvi Vivai

La coltivazione del ciliegio - sostenibile, specializzata e sostenuta dall’incremento dei consumi - interessa sempre più il mondo della produzione.

Deve essere questa una delle leve che ieri nel ceraseto sperimentale della Salvi Vivai a Runco di Portomaggiore (Ferrara) ha riunito più di 200 persone tra produttori, tecnici ed esperti del settore, provenienti da tutta Italia ma anche da Francia, Austria, Belgio, Moldavia, Grecia e Turchia.



Organizzato in collaborazione con l’Università di Bologna (che da cinque anni qui testa la serie Sweet) e Valagro, leader mondiale in prodotti biostimolanti che, per il ciliegio, propone una specifica linea nutrizionale, l’appuntamento rappresenta un importante momento di confronto e aggiornamento.
“La fitta partecipazione conferma l’interesse del comparto per questa sperimentazione che sviluppa l’innovazione varietale e quella agronomica”, ha osservato Silvia Salvi, socio amministratore di Salvi Vivai: due milioni di piante da frutto e altrettanti portinnesti, 130 milioni di piantine di fragole, 10 varietà di mele e 30 varietà di fragole brevettate.



“E i risultati – ha aggiunto Stefano Lugli, responsabile del progetto del Dipartimento di scienze e tecnologia agroalimentari dell’Università di Bologna – sono di spessore sia accademico, sia commerciale”.

Durante le visite guidate nel ceraseto, è stato analizzato il comportamento delle varietà della serie Sweet (Sweet Aryana® PA1Unibo*, Sweet Lorenz® PA2Unibo*, Sweet Gabriel® PA3Unibo*, Sweet Valina® PA4Unibo*, Sweet Saretta® PA5Unibo* e Sweet Stephany® PA7Unibo*) alla quarta e alla quinta foglia, gestite in modo assolutamente omogeneo in termini di concimazione, irrigazione e trattamenti fitosanitari.



L’impianto di produzione ad alta densità (cosiddetto “senza scala”) permette di avere oltre 6.600 piante per ettaro, con entrata in produzione già dal secondo anno (la vita produttiva dura almeno 12 anni) e con, mediamente, il 90% dei frutti di calibro maggiore ai 28 mm. Produzione ottimale, 15 tonnellate per ettaro.
Le piante sono innestate su portinnesti nanizzanti (Gisela 5) che evitano l’eccessivo sviluppo in altezza della pianta e che facilitano, dunque, anche le operazioni di raccolta. La ridotta dimensione, tra l’altro, permette l’utilizzo di reti di copertura in polietilene a maglia stretta “keep in touch” della Boscato Reti, che svolgono numerose funzioni: dalla difesa dagli insetti (Drosophila, Monilia e cimici), alla protezione da grandine, pioggia e vento; dalla riduzione dell’irraggiamento diretto (-13%), alla migliore efficacia dei trattamenti chimici, con minore impatto ambientale.

Punto di forza della serie Sweet è l’uniformità per sapore, colore, durezza e forma delle varietà che, peraltro, hanno un’epoca di raccolta frazionata in cinque settimane. Il livello zuccherino, poi, è sempre attorno ai 18 gradi Brix, il calibro minimo di 28 mm e la polpa particolarmente consistente.



Caratteristiche che i partecipanti all’Open day della Salvi Vivai hanno potuto verificare di persona durante il panel test condotto dall’Università di Bologna per valutare il gradimento di consumatori... decisamente “del mestiere”.

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