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martedì 19 giugno 2018


Centinaio: «Riforma Pac, al centro le regioni d'Europa»

I tagli alla Pac incidono in modo consistente sul sistema agroalimentare e il rischio è che non sia riconosciuto il grande valore del territorio rurale europeo. “Ecco perché chiediamo da subito più flessibilità, più semplificazione, più sussidiarietà. La superiorità del modello agricolo e alimentare europeo deve essere valorizzata, mettendo i cittadini nelle condizioni di conoscere in maniera chiara la provenienza dei prodotti e le materie prime utilizzate”. E’ quanto ha detto il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che ieri a Lussemburgo è intervenuto al primo “utile” Consiglio europeo dei Ministri. Appuntamento incentrato sulla proposta di riforma da parte della Commissione della Politica agricola comune (Pac) post 2020.

“Le norme più restrittive che il nostro sistema agricolo ha in materia ambientale, sanitaria e di benessere animale – ha continuato Centinaio - non devono tradursi in vincoli e più spese. Basta penalizzare le nostre imprese che si devono confrontare con competitor internazionali favoriti da meno obblighi da rispettare e meno costi da affrontare. Vogliamo un mercato più giusto. E’ chiaro che bisogna investire su innovazione, agricoltura di precisione, ricambio generazionale, accesso al credito. Ma non basta la buona volontà, abbiamo bisogno di strumenti validi per essere all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. E l’Europa deve essere al nostro fianco”.

Sull’impianto della riforma il Ministro Centinaio ha chiesto rassicurazioni sulla possibilità di adattamento del nuovo Piano strategico a un modello di programmazione, come quello italiano, che pone al centro dell’attenzione le amministrazioni regionali.

E per comprendere il respiro delle dichiarazioni del neoministro, Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, ha dichiarato a Italiafruit News: “Insomma, un piano nazionale che sia compatibile con il sistema regionale che ha l’Italia, ma che hanno anche altri stati membri, quali Germania e Spagna”.



"Bene discutere – ha aggiunto De Castro – Ma questo impianto di riforma è molto pericoloso, perché porterebbe a una vera e propria rinazionalizzazione. Per questo motivo non lo voteremo in questa legislatura. Se ne parlerà - ha concluso - alla prossima. E con il prossimo Commissario”.

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