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mercoledì 20 marzo 2019


Prodotti autunnali, Apofruit liquida 11 milioni

Lievitano le produzioni autunnali “targate” Apofruit Italia, che ha liquidato alla base sociale oltre 11 milioni di euro netti a fronte di un volume di circa 240mila quintali di prodotto, quasi il 20% in più rispetto allo scorso anno. L’incremento è legato principalmente alla produzione delle mele della Cooperativa Sft di Trento, partner di Apofruit, che dalla raccolta 2018 viene conteggiata nella compagine. I macro-dati sono riportati nell’house organ del gruppo. “Registriamo conferme per le pere William - sintetizza a Italiafruit News il direttore generale Ilenio Bastoni - bene  il kako rosso brillante che ha beneficiato della scarsa concorrenza spagnola, mentre le mele, dopo l'eccezionale annata 2017, sono tornate sui livelli del 2016. Campagna positiva per le susine, per le quali serve lavorare molto sulla qualità del prodotto: in quest'ottica abbiamo avviato il Progetto Extra per immettere sul mercato frutti dal livello qualitativo superiore”. Le varietà precoci, in generale, hanno performato meglio delle tardive, cresce l'interesse per le uve apirene e per il biologico.



Questo il dettaglio:
Mele
La cooperativa ha ritirato 43mila quintali di prodotto convenzionale comprendente la produzione di Sft e quasi 20mila quintali di mele bio. Il ritorno ai volumi consueti in Italia e in Europa, dopo un’annata di scarica, ha appesantito il mercato. Il Gruppo Gala ha avuto una finestra positiva all’inizio del periodo di commercializzazione con quotazioni più alte, simili alla campagna del 2016. Cultivar e cloni che sviluppino buone percentuali di prima qualità sono le più gettonate mentre, evidenzia Apofruit Italia, il prodotto industriale sta raggiungendo valori molto bassi. Venendo alle medie la Brookfield Cat. I calibro 70+ è stata liquidata a un prezzo medio di 38 centesimi il chilo, la Buckeye a 38 cent./kg., la Ruby Gala a una media di 36 cent., la Galaval a 43 cent./kg., così come la Gala Fab.

Pere Williams
È stato liquidato un volume in aumento di circa il 10% rispetto al 2017 per un totale di 80mila quintali. Il comparto pere, sia sull’industriale sia sul mercato del fresco, ha performato in maniera meno brillante di dodici mesi prima, anche se si conferma l’interesse per la Williams, che mantiene regolarità nell’andamento di mercato e di conseguenza nel ritorno economico al produttore. “Sono performanceil commento del direttore commerciale di Apofruit Mirco Zanelli - che potrebbero far riorientare i soci produttori su questa cultivar: dal punto di vista dei consumi si è conquistata nuovi spazi e, con un prodotto pulito e calibri medio-grossi, ha dimostrato di poter affrontare i mesi di gennaio e  in parte febbraio, andando così a completare il nostro calendario di commercializzazione”. La varietà Williams bianco Cat. I 60+ è stata liquidata a una media di 44 cent./kg., la Max Red Bartlett Cat. I calibro 60+ a 58 cent.


Da sinistra Zanelli e Bastoni

Kaki
Il mercato è stato molto positivo nelle prime settimane di commercializzazione e Apofruit Italia suggerisce per questo ai soci di anticipare, nelle aree ove sia possibile, la raccolta per sfruttare al meglio il primo periodo, più remunerativo. Il clima, caratterizzato da temperature alte e umidità, ha creato problemi di conservazione nella seconda parte della commercializzazione. In generale la mancanza di prodotto spagnolo, principale competitor del kako italiano, ha influenzato positivamente il risultato economico. La liquidazione 2018 ha interessato 17mila quintali di Kako Tipo e 7mila quintali di Kako Rosso Brillante. Il Kako Tipo Cat. I cal. 22+ ha ottenuto una liquidazione media di 36 cent./kg., il Rosso Brillante Cat. I cal. 22+ 43 cent al chilo. 

Uva da tavola
Apofruit ha ritirato 23mila quintali di uve apirene dai soci conferenti, ai quali va aggiunto il prodotto del partner Coop. OpTerre di Bari, che la cooperativa gestisce commercialmente. In totale sono stati gestiti quasi 40mila quintali di uve. “Un prodotto - sottolinea Apofruit Italia - sempre più apprezzato su tutti i mercati europei, che anche in Italia sta conquistando i consumatori, seppur più lentamente". L’annata 2018 è stata complessa da un punto di vista qualitativo. Ad un avvio abbastanza positivo del mercato, non ha fatto seguito un andamento altrettanto soddisfacente. La situazione climatica nei mesi di settembre e ottobre ha infatti influito non solo sulle quotazioni, ma anche in campagna sulla qualità del prodotto. “Le uve apirene si configurano come un prodotto molto interessante - dichiara il presidente Mirco Zanotti - hanno mercato e caratteristiche sicuramente più interessanti rispetto agli acini tradizionali che stanno perdendo consenso tra i consumatori. Con l’implementazione della propria gamma di uve seedless, abbiamo deciso di raccogliere la sfida, soprattutto sulle aree di produzione più vocate di Puglia, Basilicata e Sicilia”.



Per le uve bianche, le medie di liquidazione per prodotto ritirato in cassa sono: uva Sophia 55 cent./kg., uva Melanie 70 cent., Sugraone 90 cent., uva Timpson 65 cent., Kelly 90 cent., Ivory 60 cent./kg. 

Per rosse e nere, la Midnight Beauty ha registrato una media di 82 cent./kg., Crimson® 93 cent./kg., Scarlotta 85 centesimi, Allison 90 cent., Timco 1,05 euro/kg.

Susine Angeleno
Significativo calo dei volumi conferiti, quasi il 20% in meno rispetto alla stagione precedente, attribuibile alla situazione climatica e produttiva che si è verificata nel territorio laziale, una delle zone più importanti in Italia per la Angeleno. Negli altri areali invece le produzioni sono state in linea con i potenziali produttivi. “L’andamento di mercato si è confermato positivo nella fase iniziale - dichiara il direttore commerciale Zanelli - con quotazioni più alte, poi il mercato si è stabilizzato in concomitanza con la piena produzione di Spagna e Piemonte. Il finale di campagna ha registrato risultati positivi
sul mercato inglese che si conferma il mercato export principale per questa varietà”. 

Per la susina Angeleno la cooperativa riconferma l’importanza della differenziazione di prodotto, realizzabile attraverso il Progetto Qualità. “È una strategia che ci consente di dare più valore al prodotto - afferma il presidente Zanotti - differenziandone il posizionamento su mercati più premianti e ricettivi”.

Per l’areale Romagna il prodotto di Cat. I cal. 40+ Progetto Qualità è stato liquidato a una media di 57 cent. al chilo, mentre il prodotto Standard a una media di 42 cent./Kg. Nell’area laziale il Prodotto Qualità ha raggiunto un valore medio di 60 cent. e lo Standard di 51 cent. al chilo.

Biologico
Il volume dei prodotti biologici nella liquidazione autunnale ha superato i 52mila quintali, con un aumento significativo per la quota mele (+50% rispetto allo scorso anno); stabili le altre produzioni. Sul biologico continuano a registrarsi dati positivi, il mercato continua a “tirare” seppure in modo minore rispetto agli ultimi anni. “Si evidenziano assestamenti nella produzione di alcune tipologie, dove si raggiungerà presto il pieno equilibrio tra domanda e offerta", afferma Zanelli. "Anche i prezzi stanno evidenziando un riassestamento”. Per le mele il riassestamento delle quotazioni del prodotto di prima è legato all’aumento dei volumi: la media per l’industria consegnata a parte è di 20 cent./kg. e 30 cent. per lo scendipianta. 

La pera Williams bio ha ancora una quota significativa rappresentata dal segmento industriale (liquidato a 60 cent./kg. l’industria raccolta a parte e 70 cent. lo scendipianta). Buone chance per il prodotto destinato al mercato del fresco, la cui liquidazione media si è attestata su un euro al chilo. 

Per le uve il biologico rappresenta più di 6mila quintali su un volume totale di 40mila. Per il prodotto categoria prima ritirato in casse la Sugraone è stata liquidata a 1,36 euro/kg., uva Sophia a 1,15 /kg., uva Timpson 1,25., Ivory 1,30 euro./kg.. Passando alle uve rosse e nere, Vitroblack® è stata liquidata a 1,30 euro, Midnight Beauty ha registrato una media di 1,70 euro, Scarlotta, Allison® e Timco 1,50 euro/kg..

Quanto agli ortaggi bio sul mercato da ottobre a dicembre, nell’areale romagnolo i volumi principali sono rappresentati dalle zucchine che hanno raggiunto una media di 1,01 euro/kg. Per il pomodoro ciliegino la media liquidata è stata di 1,63, per il pomodoro a grappolo 1,15 e per il datterino 2,26 euro al chilo. Infine le lattughe sono state liquidate a 1,10 e il cavolfiore a 78 centesimi a testa. Per il prodotto destinato all’industria Apofruit evidenzia la problematica legata al residuo di acido fosforoso che quest’anno ha determinato una svalutazione delle partite con la presenza del residuo di circa il 50%. 

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