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mercoledì 31 luglio 2019


Festa a sorpresa per la Piraccini Secondo

Stima, affetto, riconoscenza, commozione: un mix  di sentimenti ha accompagnato la festa a sorpresa organizzata nei giorni scorsi per Valchirio Piraccini, della cesenate "Piraccini Secondo”, che da fine maggio ha ceduto la gestione ad Apofruit: l'accordo era stato presentato due anni fa a Macfrut. Ideatori e protagonisti dell’omaggio i produttori di fragole di Scanzano Ionico, dove l’azienda fondata negli anni Sessanta e ora retta da tre fratelli (oltre al festeggiato, Walter e Valtiero) ha gestito e seguito per 40 anni la lavorazione anche di altri prodotti, in primis albicocche e agrumi. 

“Una grande sorpresa e una grande emozione”, racconta, schermendosi, Valchirio Piraccini. “Avevo appena terminato gli ultimi pagamenti ai conferitori, sono sceso in magazzino, nel buio più totale: all’improvviso si sono accese le luci e tutti i nostri produttori di fragole di oggi e di ieri, che si erano nascosti, sono saltati fuori e hanno iniziato a festeggiarmi. Una manifestazione spontanea e sincera che mi ha riempito il cuore. E non è terminata quel giorno: continuo a ricevere messaggi da parte di collaboratori e amici…”.



"Ti ringraziamo per la tua competenza, la tua disponibilità e sopratutto per la tua passione", si legge nella targa consegnata per l'occasione a Piraccini. "La passione ci ha reso protagonisti nella coltivazione della fragola ad un livello di professionalità mai raggiunto prima e questo lo dobbiamo a te, caro Valchirio. Hai creato un gruppo unito e unico, insieme abbiamo fatto grande il Metapontino e la Basilicata".

Nella stagione scorsa, da giugno 2018 a maggio 2019, la Piraccini ha commercializzato circa 48mila quintali di fragole coltivate su 107 ettari in Basilicata cui si aggiungono altri 13 ettari nella Sila, in CalabriaGestisce altri due poli produttivi in Romagna, per le drupacee, e nel Lazio per il kiwi. La mancanza di ricambio generazionale ha spinto i vertici ad accordarsi con il colosso Apofruit che potrà garantire continuità alla storica azienda. Perché il business è importante, ma non più del fattore umano.

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