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venerdì 19 gennaio 2018


Il vettore del «Citrus greening» avanza in Portogallo

La psille africana Trioza erytreae, vettore dell'Huanglongbing ("Hlb" o "Citrus greening"), una delle più distruttive malattie degli agrumi, ha cominciato a diffondersi in maniera rapida e incontrollata in Portogallo. Lo segnala La Uniò de Llauradors, associazione agricola spagnola, sulla base delle informazioni del ministero dell'Agricoltura portoghese.

La malattia, presente oggi in America e Asia, rappresenta da sempre una pericolosa minaccia per le regioni agrumicole del Mediterraneo. La diffusione di Trioza erytreae, che va gestita e monitorata come un organismo di quarantena, non è un fatto da sottovalutare. Sei nuovi focolai, infatti, sono stati identificati tra settembre e dicembre 2017. Mentre prima dell'estate 2017, l'insetto era stato rinvenuto solo in Galizia (2014) e nelle isole di Madeira (1994) e Canarie (2002).

L'aspetto più critico è che la psille, ora, è stata trovata a sud di Lisbona, nel comune di Almada, distante circa 220 km dalle prime zone infette di Aveiro e Vagos, monitorate da luglio 2017. In pochi mesi, Trioza erytreae si è quindi propagata verso Sud, raggiungendo prima i comuni di Oliveira do Bairro, Anadia, Figueira da Foz e poi quelli di Alcobaça, Sintra e, appunto, di Almada.


La mappa dei focolai in Galizia (Spagna) e Portogallo

La Uniò de Llauradors riferisce che la situazione più difficile si registra proprio ad Almada, dove la "zona cuscinetto" comprende una buona parte degli agrumeti della Valle del Tago. La distanza tra il confine dell'area e la regione dell'Algrave, principale zona agrumicola del Portogallo, è di soli 170 km. Ma non è tutto: a tremare è anche il Sud della Spagna, e in particolare la provincia di Murcia (19mila ettari coltivati ad agrumi), distante circa 190 km.

I frutti d'importazione e i mezzi di trasporto rappresentano una possibile via d'entrata per la psille. Il rischio, ovviamente, c'è anche per l'Italia. "L'insetto - commenta Vincenzo Perrini, produttore di agrumi pugliese - ha fatto più di 200 km in pochi mesi: questa velocità di propagazione è impressionante. E' chiaro che ora basta un fiammifero, e quindi un singolo caso di malattia nella penisola iberica, per creare l'incendio nell'Unione Europea".

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