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giovedì 25 giugno 2015


Apo Scaligera, campagna meloni tra luci ed ombre

Si avvicina il momento del bilancio per la stagione del melone in serra di Apo Scaligera, che ha davanti a sé una decina di giorni di mercato e Gianluca Bellini (nella foto) e Willer Malagutti - rispettivamente responsabile e componente dell’ufficio commerciale - iniziano a tirare le somme parlando di “luci ed ombre”. 

“La campagna - spiegano - è iniziata con il freno a mano tirato a causa della concorrenza del prodotto siciliano e campano; l’accavallamento con il melone del Sud, entrato in scena in ritardo, ha pesato non poco sull’esito della prima fase. Da inizio a metà giugno abbiamo vissuto una decina di giorni molto interessanti dopodiché - complice l’inizio produzione del melone mantovano e il sensibile calo delle temperature, scese ben al di sotto della media stagionale tanto da limitare i consumi - le quotazioni sono progressivamente calate”. L’ultimo scorcio di campagna non dovrebbe registrare significative inversioni di tendenza, sottolineano Bellini e Malagutti, anche perché inizierà ad affluire in maniera importante sul mercato il prodotto di campo aperto: “Ci auguriamo, se non altro, di assistere ad una ripresa dei consumi affinché il prezzo sia sufficientemente remunerativo per le aziende agricole”.



Dal punto vista qualitativo, il prodotto è di buon livello, mentre i volumi sono in linea con la stagione 2014, a fronte di una resa media di circa 300 quintali per ettaro.

“In un contesto complessivamente difficile, che ha visto il nostro melone disporre di una finestra favorevole di non più di una decina di giorni contro i 20 dello scorso anno, è stata premiata la nostra scelta di puntare su varietà leggermente più tardive delle consolidate Talento e Macigno, ossia  SV5448, Valerio e Sogno: abbiamo evitato picchi di offerta spalmando produzione e conferimento su un periodo più ampio”.

Apo Scaligera, che quest’anno si è dotata di una macchina calibratrice di ultima generatrice Unitec per il controllo del livello zuccherino, continuerà poi fino a settembre con una piccola quota di melone in campo aperto. La cooperativa guarda anche all’estero, ma il mercato italiano resta preponderante: “l’export si è rivelato interessante nelle prime battute grazie al calibro medio piccolo; nel prosieguo, le pezzature più sostenute hanno fatto virare le forniture sull’Italia ”, concludono Bellini e Malagutti.

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