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mercoledì 24 marzo 2021


«Le parole di Bill Gates devono far riflettere tutti»

La remunerazione del produttore agricolo è la base di ogni cosa. Oggi e in futuro. Se le aziende agricole italiane lavorano per portare a casa al massimo i costi che sostengono, è chiaro che diventa difficile - per non dire impossibile - poter immaginare uno sviluppo futuro del nostro settore ortofrutticolo ed “alimentare” il tanto decantato ricambio generazionale di cui parlano spesso politici e associazioni sindacali.

"Condivido pienamente le parole di Bill Gates: quando le piccole aziende agricole falliscono, l'intera economia fallisce (clicca qui per leggere il nostro articolo, ndr). E' un messaggio che dovrebbe far riflettere ogni attore della filiera ortofrutticola, specie dopo un inverno pessimo come quello che ha appena passato il comparto orticolo italiano a causa degli effetti del Covid-19”, dice a Italiafruit News Andrea Manca, co-titolare del Gruppo Agro Mediterranea, realtà sarda che produce e commercializza carciofi, pomodori, asparagi, angurie e meloni.

"La nostra missione è difendere il reddito dei produttori sardi. Un impegno sul quale ci battiamo tutti i giorni. Siamo consapevoli che, senza di loro, non c'è futuro. Se non guadagnano, il ricambio generazionale nelle aziende agricole non può avvenire e questo innesca gravi problemi per tutta l’economia sarda sia di breve che di lungo periodo”.


Carciofaia in Sardegna 

Per le aziende produttive come Agro Mediterranea diventa quindi fondamentale, oggi più che mai, avere il supporto dei partner della Gdo nel riconoscere sempre il giusto prezzo ai produttori. Ma anche la politica può e deve fare la sua parte indirizzando, per esempio attraverso i Psr, la crescita tecnologica delle aziende agricole. “Guardando alla nostra Sardegna, riteniamo sbagliato che la Regione nel 2021 incentivi ancora la realizzazione delle tradizionali serre in plastica per la produzione di pomodori. Bisognerebbe invece stimolare la creazione di strutture tecnologicamente avanzate, in modo da affrontare meglio la variabile climatica e da garantire una maggiore competitività al comparto produttivo”, sottolinea Manca.

Da qui all’inizio dell’estate, Agro Mediterranea si pone l’obiettivo di fare una buona campagna primaverile con carciofi, pomodori e asparagi per poter recuperare il bilancio poco appagante del periodo novembre-febbraio, influenzato dalle restrizioni e dagli acquisti oculati dei consumatori. “Il nostro settore, come tutto il comparto dell’alimentare, ha sofferto e continua a soffrire le chiusure dell'Horeca, un canale che da sempre acquista volumi importanti di verdure. Ciò si è aggiunto all’incertezza dei consumatori, che hanno cominciato a comprare lo stretto indispensabile anche nelle superfici della Gdo”.

“Da marzo i prezzi di carciofi, pomodori rossi e asparagi sono in forte crescita sul mercato nazionale, ma solo per via delle bizze del clima nei luoghi di coltivazione, Sardegna compresa. Non certo per l’aumento della domanda. Diventa quindi essenziale il lavoro della Gdo, che dovrebbe consapevolmente non acquistare i prodotti a prezzi pari o inferiori ai costi di produzione, al fine di sostenere l’agricoltura nazionale”.



Per quanto riguarda il segmento del pomodoro, Agro Mediterranea è comunque soddisfatta per l’accettazione di Moro sardo (foto sopra), “il nostro nuovo marchio che caratterizza il tipico pomodorino sardo che coltiviamo negli areali vocati di Pula-Santa Margherita, Sarroch, Capoterra, Uta e Assemini”, prosegue l’imprenditore. 

“Moro sardo ha già ottenuto un buon riscontro fra le catene della Gdo italiana: i nostri clienti sono contenti della qualità espressa, non abbiamo mai avuto problemi di contestazione e in tanti continuano ad ordinarlo tutti i giorni. Considerando le difficoltà di questa stagione, è un ottimo risultato - conclude Manca - Per il futuro lavoreremo per fare riconoscere Moro sardo come un prodotto di nicchia di massima eccellenza: il cioccolatino dei pomodori”.

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