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venerdì 18 giugno 2021


Carciofi sardi, campagna dura ma risultato portato a casa

Nonostante tutte le difficoltà climatiche dell'inverno e d'inizio primavera, il Gruppo sardo Agro Mediterranea ha archiviato una stagione cinaricola densa di note positive. Una campagna particolarmente lunga che si è chiusa lo scorso 4 giugno per il ritardo determinato dal freddo di marzo. Erano tanti anni che la data di chiusura dell’attività non arrivava così in avanti.

"La stagione 2020/21 è stata abbastanza altalenante ma tutto sommato buona per la nostra filiera controllata – sottolinea a Italiafruit News Filippo Frongia, co-titolare dell'azienda – I continui problemi di produzione in Sardegna come a livello nazionale, causati da piogge e gelo, hanno determinato un buon equilibrio tra domanda e offerta che ha favorito la realizzazione di un prezzo di vendita medio abbastanza soddisfacente per i nostri prodotti”.


Carciofaia di Agro Mediterranea 

“I nostri produttori oggi hanno fiducia verso il futuro e sono propensi ad investire. Anche perché, dopo le preoccupazioni che c’erano a gennaio e febbraio, siamo riusciti a portare casa il risultato ed abbiamo capito che il carciofo sardo, e in particolare la varietà Tema, ha un enorme spazio per crescere all’estero”. 

Nel confronto con la campagna cinaricola precedente, i volumi commercializzati da Agro Mediterranea hanno riportato una crescita grazie soprattutto all'ottima performance dei carciofi confezionati puliti e tagliati in 4 pezzi. "Le nuove commesse sia all’estero che in Italia e l'allungamento dell’attività a tutto il mese di maggio ci hanno fatto raggiungere volumi di vendita mai visti prima per le produzioni di prima gamma evoluta – precisa Frongia – In particolare, siamo molto soddisfatti per un nuovo lavoro continuativo che abbiamo svolto, da febbraio in avanti, con una importante catena tedesca della grande distribuzione. Con la quale stiamo già impostando l'attività della prossima campagna che partirà a novembre”. 

A questo proposito, il Gruppo prevede di aumentare le superfici di coltivazione del 40% per la varietà Tema (la più utilizzata per le confezioni da 4 pezzi puliti e tagliati, ndr) e del 10% per ognuna delle altre tipologie: Spinoso sardo, Terom, Violetto e Romanesco. 


Confezioni da 4 pezzi di carciofi già puliti 

Il fatturato generato dai carciofi viene realizzato per l’80% in Italia e per il 20% all’estero. Ma c’è l’obiettivo di portare la quota di export al 30% nella prossima stagione e al 50% entro il prossimo triennio. “Siamo in procinto di chiudere due nuovi contratti di fornitura per la campagna 2021/22: uno con un partner svizzero e l’altro con una catena austriaca, interessata anche al melone Piel de Sapo”, rileva il co-titolare.

Per l’entrata in produzione del Piel de Sapo mancano ancora una decina di giorni. La stagione registra infatti un ritardo di circa due settimane. “La nostra produzione di questa tipologia riguarda 40 ettari, suddivisi equamente fra la zona del Campidano di Cagliari e Valledoria. Ad oggi ci aspettiamo di avere una ottima qualità e rese produttive nella media, con la produzione di qualità extra che si dovrebbe attestare sui 350-370 quintali per ettaro”. 

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