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martedì 20 luglio 2021


Sale l'attesa per la pera Coscia siciliana

Con l'ennesima campagna pericola italiana dai volumi avari (clicca qui per le stime dell'OI Pera), l'attenzione è alta per i primi stacchi di Coscia: negli areali siciliani la produzione è a macchia di leopardo, nel complesso i volumi sono sotto la media. Le quotazioni alla produzione, però, già si collocano su cifre alte. Questo il quadro fornito a Italiafruit News da Giovanni D'Agati, presidente del Consorzio Il Tardivo di Ciaculli di Palermo, che in settimana avvierà la raccolta della Pera Coscia Val Platani.



"Si prospetta un'annata di luci e ombre a livello quantitativo: la produzione di pere Coscia non è quella che inizialmente si sperava, la prima allegagione è stata scarsa, il caldo anomalo di febbraio è stato uno shock per le piante, grande pezzature quindi non si vedranno anche se grazie al diradamento che i nostri produttori hanno attuato, alla fine otterremo anche prodotto di calibro importante - osserva l'imprenditore siciliano - Complessivamente, a livello di volumi, possiamo parlare di un'annata media. La stagione della pera Coscia siciliana parte però un po' in ritardo, sempre a causa del clima".



Veniamo alle quotazioni. "In campagna sono alte, le pere mancano da tutte le parti e questo sta rialzando le richieste alla produzione - puntualizza il presidente del Consorzio - Si discute di una forbice tra 1,20 e 1,30 euro il chilo per il prodotto di alta qualità, non credo che nel corso della campagna si scenderà sotto i 0,90. Sono valori elevati, soprattutto se pensi che devi aggiungere i costi di frigoconservazione e se devi far fronte ai rincari delle vaschette di plastica e delle cassette di cartone, senza dimenticare i costi di manodopera e il trasporto... Trasporto e imballaggio incidono quasi 50 centesimi il chilo. Il problema è trovare la quadra tra tutti questi fattori e che il prezzo finale non faccia disinnamorare il consumatore, ma consenta di gestire le vendite".



La pera Coscia Val Platani ha una buona capacità di conservazione in frigo e viene commercializzata sino a settembre. "E' una pera estremamente croccante e dolcissima - aggiunge D'Agati - Il valore del prodotto dipende dalla qualità che si propone e dall'attenzione che anche la distribuzione riserva al prodotto e alla sua qualità: il rapporto qualità prezzo non si fonda sulle chiacchiere, ma sulle vere caratteristiche del prodotto, se si vuole una pera buona serve un prezzo equo per acquistarla. La qualità non si regala, spingere troppo sui prezzi bassi è pericoloso, mai tirare troppo la corda, altrimenti il settore produttivo difficilmente riuscirà a sostenere tutti gli impatti a cui è soggetto".



Il Consorzio siciliano sta affrontando anche la campagna del limone verdello, "un'annata di magra, le piante sono scariche e si fa sentire la concorrenza del limone giallo d'importazione da Spagna, Argentina e Sudafrica", annota il presidente.



La campagna melonicola, invece, "non ha mostrato bagliori, ma ha seguito un andamento regolare. Adesso i listini dei retati sono in forte flessione, tanto da far concorrenza ai gialletti - conclude Giovanni D'Agati - con cui siamo in produzione dai primi di maggio".

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