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lunedì 16 maggio 2022


Ciliegie, arriva in distribuzione il «frutto della bellezza»

Le ciliegie de La Grande Bellezza Italiana sono pronte ad arrivare sui mercati: i ‘frutti della bellezza’ sono attesi nei banchi della Gdo già da questo fine settimana. “Non sono solo ciliegie, per noi rappresentano un vero e proprio frutto della bellezza, una sintesi perfetta della nostra strategia aziendale – spiega a IFN Leonardo Odorizzi, tra i sei soci fondatori de La Grande Bellezza Italiana – si tratta di un prodotto di altissima qualità che otteniamo con una precisa scelta di areali vocati, un’iperspecializzazione dei magazzini e una strategia di packaging che strizza l’occhio sia all’estetica che all’ambiente”.



A determinare l’iperspecializzazione dei magazzini sono le tecnologie di ultima generazione: “Possiamo contare su visori che realizzano lo scarto anche in base ai difetti interiori dei frutti – specifica il socio – e tramite una filiera veloce, garantiamo l’arrivo del prodotto fresco ai consumatori. Il concetto della bellezza non è per noi un canone lontano: come ha ricordato anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi intervenuto al nostro stand al Macfrut, è la stessa bellezza della frutta a diventare arte. Per questo dobbiamo essere costantemente impegnati a valorizzarla”.



Una valorizzazione che parte dalla selezione in magazzino per arrivare alla cura dedicata al confezionamento. “Proponiamo le nostre ciliegie in una scatola di carta e una parte in Pla, interamente riciclabile nella carta – sottolinea Odorizzi – sulle confezioni sono riportate le indicazioni di smaltimento in linea con la normativa: i nostri packaging strizzano l’occhio sia all’estetica che all’ambiente”.



Facendo ancora riferimento all’intervento di Sgarbi, il socio commenta: “Così come un pittore da’ valore ai quadri con le sue stesse mani, noi facciamo lo stesso con i nostri prodotti: è solo grazie al prezioso intervento umano sui processi di selezione e imballaggio, che riusciamo a soddisfare le richieste dei nostri clienti”.



La campagna cerasicola è già partita in questi giorni negli areali pugliesi e proseguirà in Piemonte con i raccolti di fine giugno e luglio. “Proprio in quest’ultima regione abbiamo fatto un investimento di 100 ettari, di cui 30 sono già in produzione – dice il socio – grazie alla continuità delle produzioni nazionali, siamo in grado di rinunciare alle forniture estere”. Nonostante la campagna sia partita con una settimana di ritardo, i quantitativi attesi per questa stagione sono regolari. Altissimo il livello qualitativo: l’azienda commercializzerà frutti dal calibro minimo 24+ mentre il grado Brix tenderà ad aumentare man mano che la campagna entrerà nel vivo.


L’azienda continua ad ampliare la sua presenza nella distribuzione italiana ed europea, progetto in cui influiscono tantissimo i rapporti diretti con le catene. “Il ritorno in presenza, anche con le fiere di settore, è stato fondamentale per questo tipo di relazioni – dice Odorizzi – il networking ci ha aiutato a collaborare con i player di riferimento. Speriamo di poter implementare questa strategia: la Gdo sta recependo molto bene ma dobbiamo essere in grado di rispondere alle loro richieste, ovvero garantire una continuità della produzione e distinguersi dal resto del mercato, anche grazie ad innovazione e strategia”. In quest’ottica l’azienda ha operato importanti investimenti in campagna: in particolare nell’areale piemontese ha realizzato impianti con doppia copertura per acqua e grandine, mentre anche in Puglia molte superfici sono coperte.



A garantire un forte appeal nei confronti delle catene distributive italiane ed estere, è anche l’origine italiana dell’azienda espressa direttamente nel marchio. “La nostra azienda vuole essere attore del sistema Paese e, allo stesso tempo, ampliare la presenza estera in maniera smart – ha concluso Odorizzi – per farlo dobbiamo esportare come made in Italy il meglio delle nostre produzioni. L’estero rappresenta un margine di sviluppo importante per il nostro settore e siamo pronti a firmare nuovi accordi sia in Europa che con i Paesi Arabi”.

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