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lunedì 17 giugno 2019


Cai punta sulla Maremma, patrimonio dell'ortofrutta bio

Dai mirtilli giganti alle albicocche, dalle susine alle pesche per passare a una vasta gamma di orticole come asparagi, carciofi, zucchine, finocchi, pomodori, patate e così via. Nell'area della Maremma, sia toscana che laziale, i produttori specialisti che seguono i principi dell'agricoltura biologica non mancano. 

"La Maremma ha un patrimonio inestimabile di varietà ortofrutticole, ma anche di saperi agricoli e di ambienti sani. C'è un microclima ideale per la coltivazione di frutta e verdure biologiche”, spiega a Italiafruit News Liciano Marioni, responsabile tecnico dell'Op Cai (Cooperativa Agricoltori Jonici) per la Toscana e il Lazio. “La fascia costiera che va da San Vincenzo (Livorno) a Tarquinia (Viterbo), in particolare, gode di una buonissima ventilazione che favorisce la gestione colturale". 



Un patrimonio, quello della Maremma, che l'Op Cai cerca di valorizzare 365 giorni l'anno, intrattenendo relazioni di lungo termine con produttori biologici certificati e lavorando gli articoli nel proprio magazzino di Grosseto, sito in località Casotto dei Pescatori, inaugurato nel 2016. I prodotti, una volta confezionati, trovano uno spazio di mercato molto importante nella linea di private label biologica di una importante catena italiana.

"L'offerta bio della Maremma che è disponibile nei mesi più caldi dell'anno è particolarmente ampia - evidenzia Marioni - In questi giorni stiamo lavorando i mirtilli giganti (varietà Duke), la cui stagione va da fine maggio a tutto giugno. Disponiamo poi di vari tipi di albicocche e pesche, di meloni retati, di zucchine con fiore e senza fiore, di pomodori ciliegino e datterino, di cetrioli ed asparagi”.



"Nel corso dell'estate, poi, avremo anche la susina autoctona di Montepulciano, le prime patate locali, le cipolle rosse, dorate e bianche. In autunno passeremo alle mele di Montepulciano e ai kiwi della provincia di Latina. Mentre il lavoro invernale, come sempre, lo svilupperemo soprattutto con cavoli, broccoli, zucche e porri".

Gli ottimi risultati raggiunti finora dal magazzino grossetano lasciano ben sperare per il futuro. La struttura ha chiuso il 2018 con un fatturato record di circa 5 milioni di euro. "Dal 2016 ad oggi, abbiamo registrato una crescita regolare ma non eccessiva - conclude il responsabile tecnico dell'Op - Siamo in grado, in teoria, di espandere ulteriormente le nostre forniture alla Gdo”.



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