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giovedì 12 novembre 2020


Scarti d'arancia, materia prima per pannelli sostenibili

Dagli scarti delle arance arriva un innovativo pannello termoisolante ed ecosostenibile. È l’invenzione nata dal progetto di ricerca del giovane ingegnere Matteo Vitale, che è riuscito a trasformare un’intuizione originale in una elaborazione teorica e poi l’ha tradotta sul piano pratico. Come spiega al Corriere Innovazione: "Mi sono ispirato al mondo etneo per introdurre nell’edilizia un nuovo prodotto ecosostenibile". Gli agrumi sono un simbolo della fertile terra etnea, le arance rosse - considerate dagli esperti le migliori del mondo sul piano del gusto e degli effetti positivi sulla salute - vengono prodotte nella piana di Catania non solo grazie al clima mite del Mediterraneo ma anche alla fertilità del terreno scaturita dall’attività dell’Etna. Vitale ha pensato di utilizzare gli scarti delle arance per creare dei pannelli termoisolanti. 
"Si tratta di un orizzonte in gran parte inesplorato in grado però di rivoluzionare l’industria edile", spiega precisando che altri materiali dell’edilizia potranno essere realizzati partendo dagli agrumi.

Il segreto è nel “pastazzo”
Dottorando in “Valutazione e mitigazione dei rischi urbani” del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura (Dicar) dell’Università di Catania, Vitale illustra il progetto a cui ha dato vita insieme al suo tutor didattico Santi Maria Cascone (ordinario di Architettura tecnica nel Dicar): "Le potenzialità di questo sottoprodotto (il pastazzo di agrumi) nell’ambito dell’edilizia erano fino ad oggi sconosciute. Ho realizzato dei campioni di pannello autoportante per edilizia utilizzando esclusivamente le arance, senza l’aggiunta di leganti o additivi chimici esterni. Il pannello è dunque nato dalla lavorazione dello scarto di trasformazione dell’agrume, che viene chiamato ‘pastazzo’. Questo prezioso impasto possiede delle ottime proprietà necessarie a costituire il pannello ed è composto della parte esterna della scorza, della parte interna bianca e dei residui di semi e polpa rimasti dopo la spremitura dell’agrume. Il prodotto, infatti, riesce ad ‘autoincollarsi’ senza l’aggiunta di additivi chimici, spesso inquinanti o pericolosi per la salute. Inoltre, il pannello possiede delle ottime proprietà termoisolanti, in linea ai prodotti per l’edilizia attualmente in commercio, ed in alcuni casi migliori".



Simile al sughero
È stato depositato un brevetto dal titolo “Pannello termoisolante a base di scarti di agrumi e metodo di produzione” a nome dell’Università di Catania e con il supporto dell’ufficio brevetti. "Le buone proprietà ne consentono l’utilizzo in edilizia, come pannello di isolamento termico e acustico delle pareti esterne degli edifici. Ma, considerando il fatto che esteticamente il pannello risulta simile al sughero, altre applicazioni del materiale potrebbero essere un utilizzo come rivestimento di pareti o come pannello per controsoffitti, nonché nel settore dell’arredamento e del design". Altro elemento essenziale è la connessione con il comparto agrumicolo: "La coltivazione delle arance può quindi diventare un’opportunità preziosa per il mondo dell’edilizia, soprattutto nelle aree Mediterranee dove si concentra la sua maggiore produzione a livello mondiale. Basti pensare che la percentuale di scarto per unità di prodotto trasformato è più del 50%. Il sottoprodotto può quindi essere reperito in grandi quantità dagli scarti di trasformazione industriale agricola oppure può essere facilmente raccolto dai distributori automatici di succhi. Oltre che delle buone prestazioni termiche, il pannello possiede delle ottime qualità ambientali".

Architettura e bioedilizia
"Il principio di una architettura verde è spesso interpretato in senso estetico ed esteriore – conclude Vitale - In questo caso un pannello totalmente naturale entra nell’edificio e nei componenti che lo compongono, diventandone parte integrante nel pieno rispetto dei valori etici della sostenibilità ambientale. La sostenibilità è infatti intesa durante tutto il ciclo di vita poiché, oltre al riutilizzo di materiali riciclati, il prodotto può essere riciclato senza creare rifiuti inquinanti. La formazione di possibili muffe è ad esempio risolvibile tramite l’aggiunta di un additivo completamente naturale che agisce da biocida e ne previene il deterioramento".

Fonte: Corriereinnovazione.corriere.it


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