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mercoledì 15 settembre 2021


«Pac e Green Deal, così il bio cambierà vite e consumi»

"Pac 2020 e Green Deal sono due grandi opportunità per il biologico che diventerà un elemento fondamentale per le politiche sostenibili, e non solo agricole, dell’Unione Europea": lo ha detto Fabrizio Piva, amministratore delegato di Ccpb, l’organismo certificazione dei prodotti biologici ed eco-sostenibili agroalimentari, a margine del convegno sul tema organizzato al Macfrut di Rimini.

Piva non ha dubbi: "Il bio servirà a cambiare le vite, le scelte alimentari e i consumi dei cittadini europei. Tutto questo significa ingenti risorse e finanziamenti, e qui è la sfida dei prossimi anni e decenni: impegnarsi e investire in innovazione, tecnologia, professionalità. Un discorso che vale sia per il mondo produttivo che per il sistema di controllo e certificazione". 



Il comparto biologico, stando agli ultimi dati elaborati da Ismea interessa 1.993.236 ettari a livello nazionale, 35 mila ettari in più rispetto al 2018. L’Italia è il terzo Paese in Europa per estensione di superficie biologica dopo la Spagna (2.246.000 ha) e la Francia (2.034.000 ha), con 80.643 aziende attive del settore, in crescita. Oggi gli operatori del bio italiani ricoprono il 6,2% sul totale aziende agricole, 28 gli ettari medi di una azienda bio, rispetto agli 11 delle altre aziende agricole. La crescita delle superfici dedicate agli ortaggi bio è evidente (+149% negli ultimi cinque anni. Legumi freschi, pomodori e piselli sono i principali) sottolineano sempre i dati Ismea, mentre per la frutta (nelle prime posizioni ci sono agrumi e frutta a guscio) l’andamento è più altalenante. In crescita i consumi, pari a 3,6 miliardi di euro (+1,9% rispetto all’ultimo anno).  

“Quest’anno c’è tanta carne al fuoco sul biologico – ha confermato al convegno di Rimini Angelo Frascarelli, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia -. L’evento più importante a livello europeo è sicuramente il Green Deal, che cambierà la vita di tutti noi cittadini dato l’obiettivo ambizioso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 nell’Ue. Un grande cambiamento che per quanto riguarda il biologico si traduce nella strategia dal produttore al consumatore ‘From Farm to Fork’, il cui obiettivo è quello di raggiungere il 25% delle superfici biologiche a livello europeo nel 2030, oggi a quota 8,5% in Ue, con l’Italia salita al 15%”.



I numeri della strategia ‘From Farm to Fork’ sono altisonanti: l'obiettivo è ridurre del 50% l’uso di pesticidi chimici entro il 2030, di almeno del 50% le perdite di nutrienti e del 20% l’uso dei fertilizzanti. Come anche dimezzare le vendite di sostanze antimicrobiche. “La reazione dei produttori italiani agli obiettivi della strategia è per ora negativa – continua Franscarelli –, la preoccupazione degli imprenditori verte attorno al possibile passo indietro sui ricavi. Ma dobbiamo guardare alla volontà dei consumatori di allontanarsi dai prodotti chimici e guardare queste strategie con le tecniche innovative del futuro. Ci sarà una stagione di innovazione incredibile nei prossimi dieci anni”.

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