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venerdì 14 gennaio 2022


«Vendite col contagocce e prezzi in aumento»

Vendite al contagocce e prezzi in vertiginoso aumento. Così descrive i trend commerciali del centro agroalimentare di Roma Valter Arcangeli, titolare della Siwa Srl, importante azienda grossista.

“I mercati non stanno rispondendo come dovrebbero per i consumi e facciamo fatica a vedere – dice – una situazione che rispecchia appieno l’andamento pandemico che vede le maggiori città italiane ferme, con locali chiusi e tanta negatività tra le persone”. E continua: “Anche se gli aumenti delle materie prime finora ci toccano solo in minima parte, per poter organizzare il nostro business siamo molto attenti ad analizzare i budget familiari, che si sono inevitabilmente assottigliati. Fortunatamente possiamo contare su un’ampissima gamma prodotti e su una condotta lineare e trasparente che ci aiuta a superare la tempesta in corso”.



Il lavoro per Siwa è tutto improntato sulla qualità e sull’origine italiana dei prodotti, caratteristiche che premiano sempre a livello di domanda, di prezzi e anche nei confronti della concorrenza.
“Stiamo vendendo il carciofo romanesco a 0,80/1 euro al capolino mentre il violetto raggiunge i 0,40/0,50 euro – commenta Arcangeli – stiamo entrando in produzione adesso con questi prodotti e i carciofi tunisini vengono battuti dalla qualità italiana. Quando a dicembre mancava il prodotto siamo arrivati a vendere carciofi anche a 2,50 al capolino ma ora ci sono le temperature idonee per la produzione nostrana”. E se i quantitativi dei prodotti non mancano, a latitare sono i consumi, complice un canale della ristorazione in molti casi bloccato. “Solitamente i ristoranti acquistano il 50-60% di prodotto mentre ora le vendite sono quasi pari a zero”.



La zucchina siciliana viene commercializzata a 3 euro al chilogrammo, in attesa del prodotto con fiore che “raggiungerà prezzi intorno a 5/6 euro al chilogrammo”. Molto scarsi i volumi dei finocchi, che sono venduti in un range prezzi da 2,50 a 2,80 euro al chilogrammo.



Per quanto riguarda la frutta, il grossista riporta l’ottima lavoro in corso con Melinda. “C’è grande attrazione per le mele vendute a 0,60/0,70 euro al chilogrammo, quelle della categoria MelaSì come Granny Smith, Golden Delicious e Stark Delicious – specifica Arcangeli – in generale le mele non hanno mai conosciuto una flessione, anche se con quotazioni basse le abbiamo sempre vendute”.



Passando alla categoria agrumi, le vendite di arance sono parzialmente bloccate. “Abbiamo trattato il prodotto tutto l’anno grazie ai rifornimenti sudafricani ma ora che sta iniziando la stagione italiana, c’è poco interessamento. Per l’uva non è andata meglio perché non c’è stato un prodotto ottimale, complici le complicazioni climatiche”. Il grossista sottolinea come sul consumo di merce italiana stia pesando tanto la concorrenza globale di prodotti come avocado e mango: “In molti li hanno già inseriti nella propria dieta, a scapito magari del prodotto italiano – dice il grossista – per questo l’unico modo per sopravvivere è vendere prodotti di alta qualità”.
Lo stesso discorso vale per le clementine: “Non ci sono grandi vendite ma noi fortunatamente possiamo contare su produttori all’altezza: a lavorare in un certo modo i risultati si vedono sempre”.



Tra i prodotti venduti da Siwa anche gli ananas: “Sembrava che potessero fare chissà cosa ma sono ferme, le poche vendite avvengono a prezzi stracciati come 0,50/0,80 euro al chilogrammo – dice il grossista – in generale le famiglie preferiscono acquistare ananas di quarta gamma al supermercato, chi acquista da noi sono più i ristoranti. Anche durante le festività questo prodotto non ha conosciuto un grande exploit, ma ormai la situazione è la stessa da anni”.

Al di là dei trend commerciali giornalieri, Arcangeli conclude con un commento generalista sui mercati: “Siamo soggetti a un cambiamento radicale della società e anche i mercati si stanno trasformando. Uno dei nostri problemi principali è il ricambio generazionale, affinché questo avvenga dobbiamo apportare delle modifiche a partire dagli orari: qui a Roma ottenere l’orario diurno è stata una bella battaglia ma è un percorso che abbiamo voluto fortemente e oggi vediamo i primi risultati. Senza modificare il nostro modo di lavorare, sarà molto difficile sopravvivere per un settore come il nostro…spero che anche gli altri mercati italiani possano trarne qualche ragionamento”.

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