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venerdì 29 aprile 2022


Mele sostenibili, la Nuova Zelanda sarà leader di mercato

Azzerare l’utilizzo di fitofarmaci spray sulle mele entro il 2050 e posizionare la Nuova Zelanda come leader mondiale nella produzione melicola sostenibile. E’ l’obiettivo del progetto di ricerca da 15 milioni di dollari neozelandesi previsto per il Paese oceanico, come riporta la testata fruitnet.com .

A guidare il progetto dalla durata settennale è la New Zealand Apples and Pears Inc (Nzapi): il primo obiettivo è ridurre del 50% l'applicazione di pesticidi nei frutteti del paese entro il 2030.
Per raggiungere questi obiettivi la coordinatrice del programma Rachel Kilmister guarda fiduciosa all’utilizzo della tecnologia di precisione, come il telerilevamento per individuare parassiti e malattie in tempo reale, consentendo un intervento precoce senza irrorazione. Per impedire ai parassiti di entrare nel frutteto, il progetto si occuperà anche dello sviluppo di tecnologie basate su esche e distributori.


Rachel Kilmister, coordinatrice del progetto

"La Nuova Zelanda è già ben posizionata a livello globale e rispettata come produttore delle migliori mele del mondo - ha affermato Kilmister - I risultati di questo progetto sfoceranno in una proposta di vendita globale unica per le mele della Nuova Zelanda, con frutti più sicuri e sostenibili, dai risultati ambientali migliorati e prodotte senza sostanze chimiche". E ha continuato: “Creeremo soluzioni innovative per ridurre ed eliminare l'uso di prodotti chimici agricoli e gli spray, riducendo quindi anche l'impronta di carbonio del settore. Dobbiamo rispondere alla crescente domanda da parte degli esportatori di una produzione più sostenibile".

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, si punterà molto anche sull’innovazione varietale delle colture"Le nuove varietà di mele create da Prevar sono già state selezionate per essere resistenti ai parassiti e alle malattie e saranno fondamentali per raggiungere l'obiettivo no-spray - ha affermato Kilmister - Il raggiungimento di una produzione no-spray entro il 2050 comporterebbe anche una riduzione del 35% delle emissioni di gas serra del settore".

Il progetto è finanziato dal governo della Nuova Zelanda attraverso il fondo Sustainable Food and Fiber Futures del Ministero delle industrie primarie (Mpi) per un importo di 7,4 milioni di dollari neozelandesi. Il saldo è finanziato dall'industria.

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