Bestack chiama la filiera a Lucca: “Sugli imballaggi serve patente e libretto”

Il 16 giugno il primo Morning Food Safety Pack riunisce produzione e GDO per fare chiarezza sul PPWR e sulle nuove responsabilità legate agli imballaggi alimentari

Bestack chiama la filiera a Lucca: “Sugli imballaggi serve patente e libretto”

Martedì 16 giugno il consorzio Bestack, che riunisce i produttori di imballaggi di cartone ondulato per il settore ortofrutticolo, organizzerà a Lucca il primo Morning Food Safety Pack, incontro di aggiornamento tecnico-normativo rivolto alle direzioni acquisti e qualità del settore ortofrutticolo e alle direzioni materiali e packaging della Gdo. L’evento si svolgerà in collaborazione con CQC Lucense, Centro Qualità Carta, laboratorio di analisi e ricerca sugli imballaggi a base carta, riferimento nazionale per la ricerca e centro riconosciuto a livello ministeriale.

A spiegare il senso dell’iniziativa è Claudio Dall’Agata, direttore di Bestack, che sottolinea come il progetto nasca da una precisa consapevolezza del ruolo del consorzio nella filiera. “La spinta ad organizzare questo momento nasce dall’esigenza di fare cultura e chiarezza sull’evoluzione normativa nel mondo degli imballaggi a base carta. Spiegare quali parametri devono rispettare gli imballaggi oggi e in prospettiva nel mondo ortofrutticolo è il nostro ruolo. È il nostro servizio alla filiera produttiva perché faccia scelte consapevoli e sicure in un contesto che si evolve, in parte si complica e in cui in alcuni casi nuovi vincoli possono essere opportunità”. L’obiettivo, prosegue Dall’Agata, è fornire strumenti concreti a chi ogni giorno è chiamato a selezionare, acquistare e valutare gli imballaggi di cartone ondulato, primari e secondari, destinati all’ortofrutta. “Parlare a chi compra è il modo più efficace per fare cultura. Migliorare il servizio significa responsabilizzare la domanda: chi acquista deve poter chiedere ai propri fornitori, in modo chiaro, ‘patente e libretto’ dell’imballaggio. È la premessa per vendere il proprio prodotto con la documentazione che serve realmente nell’interesse dei clienti e del consumatore finale. Nel nostro settore a volte si tende a semplificare, ma sugli imballaggi alimentari occorre rispettare norme precise e condurre prove analitiche. Solo così si può avere la documentazione corretta”.

La risposta del mercato, spiega ancora il direttore di Bestack, è stata superiore alle aspettative. Alla prima edizione del Morning Food Safety Pack parteciperanno oltre 40 delegati in rappresentanza di 25 tra le principali aziende della produzione ortofrutticola e della distribuzione. “Una partecipazione così ampia è motivo di grande orgoglio, ma anche di grande responsabilità. È il segnale che il momento è quello giusto: l’interesse è molto forte e le aziende sentono il bisogno di orientarsi in un quadro normativo sempre più articolato”.

Il tema più caldo è l’entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e destinato a ridisegnare il modo in cui gli imballaggi vengono progettati, utilizzati e gestiti in tutta l’Unione Europea. La maggior parte delle disposizioni inizierà ad applicarsi dal 12 agosto 2026, aprendo una fase nuova per l’intera filiera del packaging, compreso il settore ortofrutticolo. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo. Il PPWR introduce un cambio di paradigma: l’obiettivo non è più soltanto riciclare meglio, ma produrre meno rifiuti, progettare imballaggi più sicuri ed efficienti e garantire che siano realmente riciclabili e riciclati all’interno dei sistemi industriali esistenti.

Il Morning Food Safety Pack, però, non si limiterà al solo PPWR. “Oltre a questo parleremo di prestazioni, alimentarietà e certificazioni”, chiarisce Dall’Agata. “Abbiamo costruito un percorso articolato in cinque moduli, pensato per dare una visione completa degli aspetti tecnici, analitici e normativi che riguardano gli imballaggi di cartone ondulato per l’ortofrutta”. Il primo modulo sarà dedicato alla resistenza e alla capacità di protezione dell’imballaggio, elementi fondamentali per preservare qualità e integrità del prodotto lungo la filiera. Il secondo affronterà il tema dell’idoneità al contatto alimentare, mentre il terzo entrerà nel merito delle prove analitiche necessarie per dimostrare la conformità degli imballaggi. Il quarto modulo sarà invece dedicato al sistema Bestack e alle verifiche effettuate dal consorzio, mentre il quinto approfondirà gli impatti del PPWR e delle nuove disposizioni europee.

Durante la giornata i partecipanti entreranno anche nei laboratori di CQC Lucense, dove saranno presentate le tecniche di analisi, i parametri richiesti e le verifiche necessarie alla luce dell’evoluzione normativa. L’obiettivo è fare chiarezza su quali norme devono essere rispettate, quali rischi si corrono in caso di mancata conformità e, soprattutto, quale documentazione deve essere disponibile ed esibibile in caso di controlli.

Secondo Dall’Agata, la forte attenzione verso questi temi è anche il risultato dell’evoluzione compiuta dalle imprese ortofrutticole e distributive negli ultimi anni. “Oggi molte aziende investono sulla propria identità, sui marchi e sulla reputazione. È quindi naturale che ci sia una sensibilità ulteriore verso tutto ciò che riguarda la sicurezza, la conformità e la sostenibilità degli imballaggi. In questo contesto Bestack viene riconosciuto come un interlocutore serio e credibile, capace di aiutare la filiera a districarsi di fronte a normative che non possono più essere sottovalutate. I temi sono tanti e in questo primo incontro daremo un primo inquadramento generale. Oggi iniziamo un percorso di approfondimento progressivo che si declinerà poi sui diversi aspetti che interessano alla filiera in materia di imballaggi”.

Da qui la volontà di trasformare l’incontro di Lucca in un momento operativo, non solo informativo, mettendo attorno allo stesso tavolo produzione, distribuzione e competenze tecnico-scientifiche. “Il nostro compito è dare al mercato strumenti chiari, verificabili e utilizzabili. Perché la sicurezza degli imballaggi alimentari non può essere affidata alla percezione o alla consuetudine, ma deve poggiare su dati, controlli seri e responsabilità condivise”. (lg)