Clementine bio, Agrifaam parte con fiducia. Malagrinò: «C'è voglia di prodotto»

Avviata la raccolta con lo Spinoso, la cooperativa calabrese registra interesse da parte della distribuzione

Clementine bio, Agrifaam parte con fiducia. Malagrinò: «C'è voglia di prodotto»

La campagna agrumicola si apre con segnali incoraggianti per Agrifaam, cooperativa biologica con sede a Corigliano-Rossano, in Calabria. La raccolta è partita con lo Spinoso, varietà di clementino coltivato in biologico, e le prime indicazioni commerciali restituiscono un mercato vivace, con richieste già frizzanti da parte dei clienti. «C'è fermento da parte della distribuzione, c'è voglia di clementine», racconta Antonio Malagrinò, responsabile commerciale della cooperativa, che collabora con i fratelli Alfonso e Maria, rispettivamente impegnati nella gestione del magazzino e della produzione, nel controllo qualità e nelle certificazioni.

Le aspettative per la stagione sono positive, anche alla luce delle prime valutazioni sulla situazione produttiva. Considerando le superfici dei soci, Agrifaam lavora su circa 120 ettari, con agrumeti che, secondo quanto osservato finora, presentano un andamento piuttosto omogeneo. «A livello di volumi, la stagione non dovrebbe deludere. Gli agrumeti sono abbastanza omogenei e registriamo soltanto una flessione relativa sulle arance», spiega Malagrinò.

Qualche criticità emerge invece sul fronte qualitativo, anche in conseguenza delle condizioni climatiche dei mesi estivi. Le temperature particolarmente elevate hanno favorito la presenza di afidi e acari, rendendo più complessa la gestione delle colture. «Stiamo monitorando la situazione direttamente in campagna. Dal punto di vista qualitativo abbiamo riscontrato alcuni problemi legati all’attività di parassiti, favoriti dal caldo estremo di quest'estate. In biologico lavoriamo molto sulla prevenzione, ma la gestione rimane complessa», sottolinea il responsabile commerciale.

Una difficoltà che evidenzia le specificità della produzione biologica, dove il controllo delle avversità richiede attenzione costante e una gestione agronomica particolarmente accurata. «Il biologico sta diventando una sfida, perché rispetto al convenzionale è più complesso da gestire», osserva Malagrinò. Un impegno tecnico che deve trovare riscontro anche sul mercato, soprattutto in una fase in cui la sostenibilità economica delle produzioni resta un tema centrale per le imprese agricole.

Dallo Spinoso ai mercati europei
Sul fronte del calendario commerciale, la finestra dello Spinoso dovrebbe proseguire fino alla fine di ottobre. Successivamente, la cooperativa continuerà con altre varietà di clementine, a partire dal RSA89, per poi entrare da novembre nel periodo del clementino comune e delle arance. Una progressione che permetterà di accompagnare il mercato nel corso della stagione, rispondendo alla domanda con un'offerta articolata lungo il calendario di raccolta. La campagna delle clementine parte dunque con aspettative elevate, sostenute da un mercato che sembra avere voglia di prodotto e da una situazione produttiva nel complesso soddisfacente. «Siamo molto fiduciosi e ci auguriamo che sia una buona campagna. Nella nostra zona le aspettative sono alte», afferma Malagrinò.

Resta tuttavia l'incognita legata allo scenario economico internazionale. Il caro-carburanti e le tensioni sui costi rischiano di pesare sulla filiera, incidendo sulla logistica e sulla redditività delle imprese proprio nel momento in cui la campagna entra nel vivo. È questo il principale elemento di cautela per Agrifaam: da una parte, la buona risposta iniziale della distribuzione e le prospettive positive per le clementine; dall'altra, un contesto globale che continua a rendere difficile prevedere l'evoluzione dei costi. La fiducia non manca, ma la tenuta della stagione si giocherà anche sulla capacità di valorizzare il prodotto e contenere le pressioni economiche. (im)