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lunedì 15 marzo 2021


Una nuova primavera per il finocchio

Il finocchio ha tutte le carte in regola per diventare un ortaggio di riferimento della produzione tricolore e farsi conoscere sempre di più oltre i confini nazionali. Il mercato interno continua ad essere quello più importante, ma anche dall'estero arrivano segnali incoraggianti. A proposito di consumi a livello italiano il 2020 si è chiuso in positivo, anche se l'anno nuovo si è aperto con una sostanziale stabilità della domanda e prezzi non sempre entusiasmanti. In questo quadro avere varietà che sappiano conciliare qualità gustativa con la produttività e una lunga vita a scaffale può essere determinante, come è emerso venerdì scorso durante la nostra diretta dedicata al finocchio, in cui abbiamo conosciuto meglio Augusto di Seminis.



“E' una varietà innovativa, un prodotto che sul mercato prima non c'era – illustra Fabrizio Poletti, key account manager finocchio della ditta sementiera – Grazie all'ascolto dei nostri clienti e allo studio delle esigenze del mercato, la nostra ricerca è riuscita a selezionare un prodotto dalle caratteristiche peculiari, che lo porta ad essere riconoscibile sullo scaffale: pasta soda, grumolo dall'alto peso specifico e quindi un'importante produzione a ettaro. La presenza di fibra lo rende resistente alla manipolazione: parliamo di un prodotto a raccolta invernale, di una pianta molto rustica dal comportamento eccellente davanti alle avversità atmosferiche. Il finocchio sta vivendo una nuova primavera, c'è una riscoperta di questo ortaggi e interessante iniziative di valorizzazione da parte dei produttori. Gli aspetti aromatici del finocchio, le sue caratteristiche nutrizionali, il basso impatto calorico... lo rendono davvero molto promettente”.



Ortosveva e Tm Naturalmente stanno investendo nel finocchio. “Le prospettive sul fronte dell'estero stanno pian piano avanzando – afferma Vincenzo Porro di Ortosveva – Lavoriamo principalmente con la Gdo italiana, ma non trascuriamo le opportunità dell'export. Il mercato? Il 2021 è partito come si è concluso il 2020: ottima disponibilità di prodotto, prezzi piatti e mercato altalenante. Per stimolare i consumi in Gdo manca la cultura alimentare: del finocchio vanno spiegati e divulgati i benefici”.



“Come cooperativa lavoriamo con diversi ortaggi e riteniamo il finocchio un prodotto molto interessante – evidenzia Matteo Turco, titolare della Tm Naturalmente di Orta Nova  – Ne sono convinto: da parte nostra cerchiamo di ottimizzare la coltivazione, rendendo la produzione qualitativamente sempre migliore e lo facciamo anche grazie a varietà come Augusto. Ci sono ostacoli che stiamo attraversando, è vero, ma vogliamo essere ottimisti: contiamo di raggiungere qualità e quantità che riescano a soddisfare tutti, sperando di avere anche noi la nostra soddisfazione economica”.

Il finocchio, ricorda Roberto Della Casa, può offrire chiavi di segmentazioni interessanti. In primis il consumo cotto o crudo, da cui può derivare una specializzazione del prodotto. Parametri come la pastosità, la filamentosità e il contenuto di acqua, quindi, possono favorire una comunicazione al consumatore più chiara e definita in base alla funzione d'uso.

Il gusto, poi, come rimarca il breeder di Seminis Luca Pallottini, è un parametro su cui la ricerca varietale si è concentrato. “Croccantezza, dolcezza, retrogusto lieve di anice... Tutto per dare al consumatore la sensazione di mangiare un buon finocchio. Con Augusto siamo andati alla ricerca di un prodotto che arrotondasse il grumolo già da giovane, in modo da dare agli agricoltori la possibilità di avere una raccolta flessibile. Abbiamo curato la cicatrice di taglio, in modo che sia piccola, poi la pasta soda per avere resistenza alla manipolazione. Tutti caratteri , come il bel contrasto tra canne e grumolo, per dare un prodotto fresco, costante nelle sue performance”.

Fattori decisivi per i produttori, come conferma Francesco Rizzi. “Augusto è un ottimo finocchio, anche per la flessibilità sia in trapianto che in raccolta: una flessibilità che ci aiuta nei momenti di pioggia o quando è più difficile raccoglie. La buona quantità di fibre, poi, ci permette di superare eventuali gelate a gennaio e febbraio senza problemi. La richiesta di finocchio è aumentata, anche dai mercati esteri: fino a pochi anni fa non era così, è un trend di crescita interessante per un prodotto sano, che ha qualità organolettiche e nutrizionali ormai riconosciute. Quindi mi aspetto una richiesta crescente in futuro”.



“Augusto mette d'accordo un po' tutti: produttori, commercianti e consumatori – tira le conclusioni Alessandra Andreano, sales rappresentative Seminis Puglia – I primi trovano facilità nella coltivazione ed elevata produttività; i secondi lo vendono facilmente per le sue caratteristiche che consentono una commercializzazione veloce e una resistenza alla manipolazione; i clienti finali trovano sullo scaffale un prodotto che mantiene la freschezza ed è buono da mangiare”.

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