Dose giornaliera di ortofrutta, ecco perché è ancora un miraggio

Da un sondaggio ecco i suggerimenti per incentivare i consumi

Dose giornaliera di ortofrutta, ecco perché è ancora un miraggio

Ancora oggi sono troppi i consumatori a non raggiungere la dose giornaliera consigliata di ortofrutta. E lo fanno per mancanza di adeguate risorse finanziarie, per scarsità di tempo di preparazione e di ispirazione per le ricette.
Lo dice un sondaggio condotto da Picadeli (commerciante svedese di insalate ed esperto di alimenti salutari) per il suo rapporto annuale Vegocracy (clicca qui per accedere) riportato da Fruitnet.com
Sono state indagate le abitudini alimentari dei consumatori di 7 Paesi (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti) e l’80% degli intervistati ha affermato di non seguire le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle dosi giornaliere di ortofrutta pari a 400 grammi al giorno, corrispondente a circa cinque porzioni (five a day).

Domanda: Mangi 400 giorni di frutta o verdure al giorno?; Risposta verde scuro: sì ogni giorno - verde chiaro: no, mai (% in base al Paese)

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Mentre la metà degli intervistati (45%) dice di non conoscere nemmeno le raccomandazioni Oms e solo il 16% dei consumatori sui sette Paesi ha affermato di soddisfarle.

La situazione più grave si trova in Regno Unito, dove “meno di un quarto dei consumatori assume i 400 grammi di frutta e verdura raccomandati”.
Tra le motivazioni principali ci sono la mancanza di ispirazione per le ricette (31%), il fatto di non dargli priorità (31%), la mancanza di tempo (29%) e il prezzo (27%).

Domanda: quali sono i motivi per cui non mangi 400 grammi di frutta e verdura al giorno? (Scelta multipla); Risposta: perchè non me lo posso permettere (% in base al Paese)

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Il rapporto in dettaglio
"Crediamo che il cambiamento comportamentale sarà la sfida (e l'opportunità) più grande del mondo quest'anno - ha affermato David Von Laskowski, amministratore delegato di Picadeli - Vogliamo approfondire il modo in cui guidiamo il cambiamento che dobbiamo vedere”.
In particolare, il rapporto ritiene sia necessario un cambio di mentalità per non considerare le verdure come un contorno costoso. L’invito è diretto ai governi per introdurre un’aliquota fiscale più bassa sui prodotti freschi. Una mossa che arriva direttamente dai risultati del sondaggio: più di due terzi dei partecipanti hanno affermato di ritenere che una riduzione delle tasse su frutta e verdura li incoraggerebbe a fare scelte alimentari più sane nei negozi.

Domanda: Una detassazione su frutta e verdura ti incoraggerebbe a scelte più salutari al supermercato?; Risposta: Sì (% in base al Paese)

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“Oltre all’istruzione e alla motivazione, i consumatori hanno bisogno anche del sostegno del governo e dei decisori”, conclude il rapporto. (am)

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