Finocchio, la ricerca Enza Zaden guarda ai nuovi scenari produttivi

Antonio Cavallaro: «Abbiamo ridefinito i posizionamenti delle varietà insieme a produttori e tecnici»

Finocchio, la ricerca Enza Zaden guarda ai nuovi scenari produttivi

Il cambiamento climatico sta modificando la geografia produttiva del finocchio. Temperature più elevate, calendari di coltivazione in evoluzione e nuove esigenze della filiera stanno portando gli operatori a rivedere posizionamenti e areali, rendendo sempre più importante la scelta varietale. È uno scenario che Enza Zaden sta seguendo da vicino, anche attraverso il confronto diretto con produttori e tecnici. «Il cambiamento climatico e la ridefinizione di posizionamenti ed aree di produzione stanno condizionando fortemente le scelte degli operatori del finocchio», spiega Antonio Cavallaro, Senior Product Developer di Enza Zaden. «Con la collaborazione di diversi produttori abbiamo ridefinito le zone vocate per le nostre varietà, con particolare attenzione ai trapianti nelle principali aree». Un percorso che parte dalla costituzione della filiale italiana di ricerca, quando Enza Zaden ha iniziato a investire sul finocchio con l'obiettivo di offrire alla filiera nuove opportunità in termini di produttività, resistenze e qualità. «Con un impegnativo lavoro di miglioramento genetico abbiamo ottenuto una gamma di varietà adattabile ai più diversi areali di produzione», sottolinea Cavallaro.

Il lavoro non si è concentrato soltanto sulle caratteristiche agronomiche, ma anche sulla capacità del prodotto di rispondere alle esigenze commerciali. Grumoli tondi e uniformi, elevato peso specifico, capacità di autoimbiancamento, croccantezza, assenza di spugnosità e una buona tenuta dopo la raccolta sono oggi elementi centrali. «Le sfide più ardue sono quelle legate alla produttività e ai cambiamenti climatici», evidenzia Cavallaro, indicando nella shelf life un altro parametro sempre più importante per la filiera.
 “Tra le varietà più note di Enza Zaden c’è Preludio F1, che ha rappresentato l’innovazione del prodotto primaverile nel Fucino.  Forma tonda, fittone ridotto, canne piene e robuste, erano fino quel momento riscontrabili solamente delle varietà autunnali.  Da quasi un ventennio, Preludio torna ogni anno nei programmi degli operatori per le sue caratteristiche qualitative e merceologiche. Oggi Preludio si avvale del supporto di Clodio F1, una interessante varietà che consente di coprire un maggiore spazio di raccolta associando resa e tolleranza alla fioritura.

 

Preludio F1

Per le raccolte di fine inverno e inizio primavera, invece, da più di un decennio il riferimento è Narciso F1. Grumolo tondo e una grande capacità di ripartenza hanno consentito raccolte di qualità a fine inverno in tutti gli areali di produzione tardiva, al punto da definire Narciso F1 “l’ultimo dei bianchi” prima della produzione over winter”. 

Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata anche sui segmenti invernali. Tullio F1 è destinato alle raccolte di gennaio e presenta un ciclo medio di circa 100-120 giorni dal trapianto. Il grumolo è tondo, con fondo piatto e fittone medio-piccolo, mentre la pasta è soda e croccante, con poca fibra. Terenzio F1, invece, si colloca nelle raccolte da febbraio all'inizio di marzo. La pianta vigorosa e sana produce grumoli tondi, bianchissimi, compatti e con una fibra poco marcata. La tenuta delle guaine e la shelf life rappresentano ulteriori elementi distintivi.

A completare la gamma arrivano le novità Milvio F1 (E68F.0138) e Petronio F1 (E68F.0215). Milvio, attualmente in raccolta nel Fucino, è una proposta tardo estiva-autunnale precoce, con raccolte previste dal 20 settembre a metà ottobre nel Fucino e successivamente fino ai primi di novembre negli areali più freschi e pedemontani. «In Fucino ha mostrato grande adattabilità, rispettando il ciclo in diverse condizioni ambientali», sottolinea Cavallaro. La varietà presenta un grumolo tondo, bianco e liscio, con buon volume, elevato peso specifico e ottima tenuta in campo.

Milvio F1

Petronio guarda invece al fine autunno-inizio inverno, con raccolte dalla seconda metà di novembre fino a dicembre. La pianta vigorosa, con canne grosse e foglia verde intenso, produce grumoli tondi e bianchissimi, caratterizzati da buona croccantezza e da un sapore dolce e aromatico. La varietà ha mostrato interesse anche per la sanità della coltura e la facilità di lavorazione in fase di confezionamento.

Petronio F1

Enza Zaden è particolarmente attiva nel miglioramento genetico. La gamma si sta ampliando di anno in anno con nuove varietà che affiancano le storiche e completano le finestre di coltivazione negli areali di produzione. Un Team internazionale dinamico e volenteroso ed una presenza sul campo capillare e professionale stanno costruendo il futuro di questa coltura che oramai da prodotto tipicamente italiano sta entrando sempre di più tra i consumatori europei. 

Nel quadro delle problematiche fitosanitarie del finocchio rientra inoltre la Ramularia foeniculi, avversità che può assumere particolare rilevanza in funzione delle condizioni ambientali. Anche su questo fronte la genetica rappresenta uno degli strumenti attraverso cui accompagnare una filiera chiamata a confrontarsi con scenari produttivi in evoluzione.

La direzione indicata da Enza Zaden è quindi quella di una gamma sempre più legata agli specifici territori e alle diverse finestre di coltivazione. «L'esperienza fatta in campo con gli agricoltori e i tecnici ci ha permesso di individuare le caratteristiche e le esigenze di ogni singola varietà», conclude Cavallaro. In un clima che cambia, non basta dunque avere una buona varietà: diventa fondamentale sapere dove e quando posizionarla per mantenere produttività, qualità e continuità lungo tutta la filiera. (ga)

In apertura la varietà Narciso F1.