Attualità
GREENPEACE: IN GERMANIA L'80% DELLA FRUTTA E IL 55% DELLA VERDURA PRESENTA TRACCE DI PESTICIDI. ALL'INDICE ANCHE L'ITALIA

I timori dei consumatori sui rischi potenziali per la salute causati dai residui di pesticidi presenti nei prodotti ortofrutticoli tornano alla ribalta in seguito alla pubblicazione di un nuovo rapporto di Greenpeace.
La nuova Guida alimentare per la Germania, Essen ohne Pestizide (Cibi senza Pesticidi) aiuta i consumatori tedeschi ad "orientarsi" all'interno dei reparti di ortofrutta dei supermercati. Infatti, per evitare tutto ciò che sembra bello ma che è anche dannoso per la salute, Greenpeace, insieme ad un nutrito team di esperti, ha condotto alcuni test su un campione di 22.000 prodotti. Il risultato: circa l'80% della frutta e il 55% della verdura prodotta con i metodi convenzionali presenta tracce di pesticidi.
Il report, inoltre, si avvale del supporto di un "sistema semaforico", che attraverso i tre colori verde-giallo-rosso fornisce ai consumatori indicazioni su quali prodotti cercare di evitare. Dalle analisi svolte sono stati contrassegnanti 76 prodotti - tra frutta e verdura - come contenenti pesticidi ed è stato raccomandato di evitare il consumo per quasi un terzo dei prodotti esaminati.
Particolarmente pericolosi e problematici sono i prodotti provenienti da Paesi al di fuori dell'Unione europea, ha rimarcato Greenpeace, tra cui l'uva da tavola, i peperoni, le zucchine, le pere e i pompelmi provenienti dalla Turchia, Paese che è stato definito dal movimento ambientalista come il peggiore in termini di violazione dei livelli massimi di residui imposti dall'Ue.
Per alcune specie di vegetali esotici, come ad esempio i peperoncini provenienti dall'India e dalla Thailandia, è stato riscontrato anche un rischio di contaminazione mentre, restando più vicino ai confini tedeschi, le preoccupazioni sono state sollevate dagli alti livelli di tossine riscontrati nella lattuga proveniente da Belgio, Italia e Paesi Bassi.
Il 33% dei prodotti appartenenti al campione analizzato è stato classificato come "non raccomandato" per il consumo dell'uomo e, dunque, è stato contrassegnato con il semaforo rosso. I prodotti sono i seguenti:
- Ananas dal Ghana
- Mele dall'Austria
- Albicocche dalla Grecia
- Banane da Costa Rica, Ecuador, Colombia e Panama
- Pere da Cile, Italia, Sud Africa e Turchia
- Clementine da Italia e Spagna
- Pompelmi da Israele, Spagna, Sud Africa e Turchia
- Limoni dal Brasile
- Mandarini dalla Spagna
- Manghi dalla Thailandia
- Nettarine dal Cile
- Arance da Argentina, Grecia, Spagna e Sud Africa
- Papaya dal Brasile
- Pitahaya dal Vietnam
- Uva da tavola dal Cile, Germania e India
- Basilico dalla Thailandia
- Peperoncino dalla Thailandia
- Fagiolini dalla Repubblica Dominicana e Thailandia
- Patate dalla Francia
- Lattuga dal Belgio, Italia e Paesi Bassi
- Carote dalla Spagna
- Abelmosco dall'India
- Peperoni dalla Turchia
- Pomodori dal Marocco
Fonte: onaocn-finanzaetica
La nuova Guida alimentare per la Germania, Essen ohne Pestizide (Cibi senza Pesticidi) aiuta i consumatori tedeschi ad "orientarsi" all'interno dei reparti di ortofrutta dei supermercati. Infatti, per evitare tutto ciò che sembra bello ma che è anche dannoso per la salute, Greenpeace, insieme ad un nutrito team di esperti, ha condotto alcuni test su un campione di 22.000 prodotti. Il risultato: circa l'80% della frutta e il 55% della verdura prodotta con i metodi convenzionali presenta tracce di pesticidi.
Il report, inoltre, si avvale del supporto di un "sistema semaforico", che attraverso i tre colori verde-giallo-rosso fornisce ai consumatori indicazioni su quali prodotti cercare di evitare. Dalle analisi svolte sono stati contrassegnanti 76 prodotti - tra frutta e verdura - come contenenti pesticidi ed è stato raccomandato di evitare il consumo per quasi un terzo dei prodotti esaminati.
Particolarmente pericolosi e problematici sono i prodotti provenienti da Paesi al di fuori dell'Unione europea, ha rimarcato Greenpeace, tra cui l'uva da tavola, i peperoni, le zucchine, le pere e i pompelmi provenienti dalla Turchia, Paese che è stato definito dal movimento ambientalista come il peggiore in termini di violazione dei livelli massimi di residui imposti dall'Ue.
Per alcune specie di vegetali esotici, come ad esempio i peperoncini provenienti dall'India e dalla Thailandia, è stato riscontrato anche un rischio di contaminazione mentre, restando più vicino ai confini tedeschi, le preoccupazioni sono state sollevate dagli alti livelli di tossine riscontrati nella lattuga proveniente da Belgio, Italia e Paesi Bassi.
Il 33% dei prodotti appartenenti al campione analizzato è stato classificato come "non raccomandato" per il consumo dell'uomo e, dunque, è stato contrassegnato con il semaforo rosso. I prodotti sono i seguenti:
- Ananas dal Ghana
- Mele dall'Austria
- Albicocche dalla Grecia
- Banane da Costa Rica, Ecuador, Colombia e Panama
- Pere da Cile, Italia, Sud Africa e Turchia
- Clementine da Italia e Spagna
- Pompelmi da Israele, Spagna, Sud Africa e Turchia
- Limoni dal Brasile
- Mandarini dalla Spagna
- Manghi dalla Thailandia
- Nettarine dal Cile
- Arance da Argentina, Grecia, Spagna e Sud Africa
- Papaya dal Brasile
- Pitahaya dal Vietnam
- Uva da tavola dal Cile, Germania e India
- Basilico dalla Thailandia
- Peperoncino dalla Thailandia
- Fagiolini dalla Repubblica Dominicana e Thailandia
- Patate dalla Francia
- Lattuga dal Belgio, Italia e Paesi Bassi
- Carote dalla Spagna
- Abelmosco dall'India
- Peperoni dalla Turchia
- Pomodori dal Marocco
Fonte: onaocn-finanzaetica




